Venezuela. Maduro accusa anche la Spagna di complotto contro il suo governoTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Venezuela. Maduro accusa anche la Spagna di complotto contro il suo governo

Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, qualche mese fa aveva denunciato un tentativo di golpe ai suoi danni e foraggiato dagli Stati Uniti. Ora però ha accusato anche la Spagna di Rajoy di aver cospirato contro il suo governo. 

Nicolas Maduro tempo addietro aveva parlato apertamente di un golpe ai suoi danni organizzato dall’estrema destra venezuelana in combutta con gli Stati Uniti, che peraltro avevano già appoggiato un golpe nel 2001 per provare a interrompere sul nascere l’avventura del chavismo. Non andò bene ai rimestatori nordamericani anche perchè la caratteristica principale della “Rivoluzione Bolivariana” cominciata appunto con Chavez è che si tratta di un processo democratico, che passa dal vaglio delle urne. Di conseguenza Maduro, il successore di Chavez, ha ottenuto un mandato popolare e democratico da parte dei cittadini venezuelani, e non ha preso il potere con i carri armati come lascerebbe intendere l’atteggiamento dei suoi detrattori. Ora Maduro ha però accusato anche il capo del governo spagnolo, Mariano Rajoy, di aver partecipato alla cospirazione contro Caracas. A dire di Maduro Rajoy avrebbe provato in tutti i modi a provocare il governo venezuelano con aggressioni quotidiane, e dopo averlo definito “razzista” ha annunciato di star preparando una “risposta molto forte” per la Spagna. La scorsa settimana un altro intervento di Maduro portò il governo di Madrid a convocare l’ambasciatore del Venezuela, Mario Isea. Il governo iberico è stato accusato di brigare per destabilizzare il governo di Caracas, e infatti in questo senso Maduro ha ricordato come Rajoy nel corso di quest’anno abbia incontrato la moglie dell’oppositore di destra Leopoldo Lopez, Lilian Tintori, chiedendo la sua liberazione. Non solo  Maduro ha direttamente definito il governo di Rajoy come “erede della corruzione più sorprendente che ci sia stata in Spagna in 100 anni“, e ha detto senza mezzi termini che il presidente spagnolo a suo dire farebbe “parte di un gruppo di banditi e corrotti” [fonte Adnkronos]. A scatenare la rabbia e il risentimento di Caracas peraltro ha sicuramente contribuito l’attivismo di Madrid, con il governo spagnolo che ha dato spesso e volentieri spazio a iniziative come quella dell’ex presidente venezuelano Felipe Gonzalez, ovviamente a supporto dell’opposizione a Maduro. Non è tardata comunque la risposta spagnola con il ministero degli Affari esteri della Spagna che ha emesso un comunicato chiaro in questo senso: “Il governo di Spagna esprime di nuovo il rifiuto agli insulti, bugie e minacce contro la Spagna e le sue istituzioni, contro il presidente del governo spagnolo e contro gli ex presidente Felipe Gonzalez e Jose Maria Aznar”. Peraltro gli Stati Uniti per bocca di Barack Obama hanno inserito il Venezuela nella lista delle minacce alla sicurezza degli Usa, una mossa che è stata interpretata da molti come affrettata e volta a ulteriormente destabilizzare il governo di Maduro.

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