Venezuela. Maduro accusa gli Stati Uniti di ingerenze e pressioniTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Venezuela. Maduro accusa gli Stati Uniti di ingerenze e pressioni

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha dichiarato che il Venezuela considera inaccettabili le interferenze degli Stati Uniti, continue e ripetute, negli affari interni del Paese. Intanto la leader dell’opposizione Corina Machado è stata convocata dalla Procura per un presunto attentato alla vita di Maduro. 

Tra il Venezuela e gli Stati Uniti non corre buon sangue, e non potrebbe essere altrimenti dal momento che da quando Hugo Chavez prese il potere traghettando il paese sudamericano lontano dal bacino d’azione di Washington, la Casa Bianca ha deciso di fare di tutto per distruggere il chavismo. Non a caso gli Stati Uniti hanno finanziato a piene mani la figura di Capriles all’indomani della morte di Chavez nelle elezioni presidenziali che hanno però visto la vittoria insindacabile di Nicolas Maduro, l’uomo chiamato a sostituire Chavez e a continuare la sua rivoluzione democratica. Da allora gli Stati Uniti non hanno interrotto l’afflusso di capitali e di appoggi all’opposizione di destra, e infatti nel giro di poco tempo le dimostrazioni di protesta sono diventate violente mettendo in difficoltà il governo centrale. Ora però Maduro ha deciso di parlare e di dichiarare inaccettabili le interferenze degli Stati Uniti negli affari interni del paese sudamericano. “Le interferenze dell’ambasciata americana in Venezuela sono intollerabili. E’ una vergogna che Obama permetta al governo americano in Venezuela di agire in modo pericoloso“, ha detto Maduro ai microfoni di TeleSur. Maduro ha anche sottolineato come sia in possesso di prove che dimostrino come membri dello staff americano abbiano cercato e cerchino di ingerire negli affari interni del Paese. “Sto attualmente investigando le azioni dell’ambasciata americana in Venezuela, abbiamo molte informazioni“, ha aggiunto Maduro. Nel dicembre del 2010 l’allora presidente del Venezuela Hugo Chavez aveva rifiutato il nuovo ambasciatore americano in Venezuela accusando il diplomatico in questione di voler destabilizzare il Paese. A quel punto la Casa Bianca cancellò la “Visa card” dell’ambasciatore venezuelano negli Stati Uniti Bernardo Alvarez.

Ma non è finita qui. Il governo di Caracas ha deciso di lanciare una stretta contro gli oppositori più radicali che spesso e volentieri finiscono per subire a loro volta la pressione degli Stati Uniti. La leader dell’opposizione, Maria Corina Machado, è stata convocata nelle scorse ore dalla Procura venezuelana per ricevere l’accusa formale di “cospirazione” legata alla gravissima accusa di aver preso parte a un complotto per uccidere Nicolas Maduro. Qualora dovesse essere ritenuta colpevole l’ex deputata rischierebbe tra gli 8 e i 16 anni di carcere. La Machado e il leader del partito di opposizione Voluntad Popular, Leèpoldo Lopez, sono i due ideatori di una serie di manifestazioni contro il governo che sono durate oltre quattro mesi e hanno lasciato sul terreno qualcosa come 43 morti, centinaia di feriti e migliaia di arresti. Lopez al momento si trova in un carcere militare dal 18 febbraio, il giorno in cui partecipò alla marcia con la quale inaugurò le proteste anche violente contro Caracas con il chiaro appoggio degli Stati Uniti.

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