Venezuela. Maduro indice conferenza di paceTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Venezuela. Maduro indice conferenza di pace

Continua il clima di tensione in Venezuela dove, dopo i disordini, il presidente Maduro ha indetto mercoledì una conferenza nazionale di pace che metta fine alle proteste. 

Dopo una settimana di proteste e tensioni in Venezuela si sono scritte molte cose su quanto succede nel paese sudamericano. Sono anche le cose che non si sono scritte, ovvero che in piazza non sono scesi solamente i detrattori di Maduro e della Repubblica bolivariana, ma anche, e a decine di migliaia, i pro-governo. A sentire però i media occidentali sembra quasi che Maduro abbia realizzato un golpe contro il suo stesso popolo, e questa è una clamorosa menzogna dal momento che Caracas il golpe lo ha subito dall’estrema destra nel 2002, e da allora la sinistra chavista ha sempre vinto democraticamente tramite le urne, anche se questo dettaglio irrita molti. Il bilancio di sette giorni di tensioni parla di dieci morti e 140 feriti, parla di minacce e di destabilizzazioni esterne, ma parla anche di un Paese che denuncia il tentativo di un remake del “golpe fascista” del 2002. Proprio Maduro ha deciso di indire mercoledì una conferenza nazionale di pace in modo da mettere fine alle proteste contro il governo. Maduro ha lanciato l’appello nel corso di una manifestazione di donne bolivariste che sostengono il governo a Caracas: “Propongo una conferenza nazionale per la pace per neutralizzare i gruppi violenti. Chiamo tutto il paese, in primo luogo il popolo bolivariano, perché senza di loro non vi sarebbe patria“. Maduro ha poi rinnovato le accuse nei confronti dell’opposizione di aver messo in atto un vero e proprio tentativo di golpe foraggiato dagli Usa e supportato da una campagna internazionale di discredito che lo ha dipinto alla stregua di un dittatore. Hernrique Capriles, lo sfidante di Maduro nelle elezioni del post-Chavez, avrebbe accettato di incontrare il presidente rinunciando alle violenze e cercando così un confronto costruttivo. Da parte sua Maduro ha promesso di aprire un’inchiesta sulle violenze scatenatesi il 12 febbraio nel corso di un corteo dell’opposizione più esagitata, ma anche accusato duramente l’imperialismo e i media stranieri, accusati di voler isolare la Rivoluzione Bolivariana. Intanto nelle scorse ore sono scesi in piazza a migliaia anche i supporter di Maduro che hanno tinto di rosso le strade di diverse città venezuelane esponendo foto di Chavez e accuse contro il tentativo di golpe fascista da parte di settori aggressivi della destra. 

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