Venezuela. Maduro porta avanti il chavismoTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Venezuela. Maduro porta avanti il chavismo

Tra mille difficoltà Nicolas Maduro, l’erede di Hugo Chavez, prosegue sulla strade della rivoluzione bolivariana tracciata dal suo predecessore. Tra inflazione galoppante e destabilizzazioni di una destra aggressiva, Maduro è chiamato alla sfida più grande: far sopravvivere il chavismo.

Dopo la morte di Hugo Chavez in molti si erano rassegnati a veder in qualche modo terminare l’esperimento socialista del Venezuela.  Evidentemente però i semi piantati da Chavez sono stati più profondi del normale dal momento che Nicolas Maduro, sull’onda della tragica morte di Hugo, è riuscito a imporsi contro Capriles, l’uomo della destra molto gradito all’Occidente e alla Casa Bianca, cosa che in America Latina non è proprio secondaria. Chavez però ce l’ha fatta facendo aggio anche sugli amici che furono di Chavez, dai Castro a Cuba fino alla Rousseff in Brasile, a Correa in Ecuador e anche a Mujica in Uruguay. Non si è estinta dunque la spinta bolivarista per la costruzione del socialismo 2.0, anche se la situazione economica e politica in Venezuela negli ultimi mesi è andata peggiorando mettendo Maduro in una situazione difficile. Maduro però vuole continuare con la strada tracciata e non si è fermato nemmeno di fronte all’inflazione galoppante e al razionamento di alcuni beni basilari, al punto che ora, a un anno quasi dalla morte di Chavez, la rivoluzione si trova di fronte a un bivio.

Intanto Maduro ha deciso un aumento dei salario minimo del 10 per cento già a gennaio, in modo tale che i lavoratori possano guadagnare non meno di 3270 bolivares dall’inizio del 2014. Lo ha annunciato il presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela durante il tradizionale incontro di inizio d’anno con i rappresentanti del Parlamento. Si tratta di un aumento importante che aumenterà i consensi intorno al governo in una fase delicata, dopo che proprio Maduro ha accusato l’opposizione di essere l’unica responsabile di una vera e propria guerra economica operata ai danni di Caracas con il placet degli Stati Uniti e che sta arrecando gravi danni all’economia del Venezuela. Insomma si tratterebbe di un vero e proprio sabotaggio economico operato da alcuni consistenti settori della società venezuelana, che hanno deciso quindi di provare a destabilizzare dall’interno il socialismo venezuelano. Con i suoi provvedimenti populisti e tempestivi però, Maduro sembra essere riuscito a sventare la manovra e con il passare dei mesi sembra riconquistare quei consensi che si erano intiepiditi negli ultimi tempi. L’aumento degli stipendi del 10% rappresenta una vera e propria misura volta a combattere l’inflazione e a rafforzare il potere d’acquisto della popolazione venezuelana. Secondo Maduro questo incremento dovrebbe permettere di recuperare ed anche superare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi; potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Si crede ora che nelle prossime settimane il capo dello Stato renderà note decisioni circa il mercato dei cambi (si pensa ad una svalutazione indiretta) e quello della benzina (corrono voci su un possibile incremento che porterebbe la benzina a duplicare se non a triplicare il costo attuale).

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