Venezuela. Maduro porta avanti il chavismoTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Venezuela. Maduro porta avanti il chavismo

Venezuela. Maduro porta avanti il chavismo

Tra mille difficoltà Nicolas Maduro, l’erede di Hugo Chavez, prosegue sulla strade della rivoluzione bolivariana tracciata dal suo predecessore. Tra inflazione galoppante e destabilizzazioni di una destra aggressiva, Maduro è chiamato alla sfida più grande: far sopravvivere il chavismo.

Dopo la morte di Hugo Chavez in molti si erano rassegnati a veder in qualche modo terminare l’esperimento socialista del Venezuela.  Evidentemente però i semi piantati da Chavez sono stati più profondi del normale dal momento che Nicolas Maduro, sull’onda della tragica morte di Hugo, è riuscito a imporsi contro Capriles, l’uomo della destra molto gradito all’Occidente e alla Casa Bianca, cosa che in America Latina non è proprio secondaria. Chavez però ce l’ha fatta facendo aggio anche sugli amici che furono di Chavez, dai Castro a Cuba fino alla Rousseff in Brasile, a Correa in Ecuador e anche a Mujica in Uruguay. Non si è estinta dunque la spinta bolivarista per la costruzione del socialismo 2.0, anche se la situazione economica e politica in Venezuela negli ultimi mesi è andata peggiorando mettendo Maduro in una situazione difficile. Maduro però vuole continuare con la strada tracciata e non si è fermato nemmeno di fronte all’inflazione galoppante e al razionamento di alcuni beni basilari, al punto che ora, a un anno quasi dalla morte di Chavez, la rivoluzione si trova di fronte a un bivio.

Intanto Maduro ha deciso un aumento dei salario minimo del 10 per cento già a gennaio, in modo tale che i lavoratori possano guadagnare non meno di 3270 bolivares dall’inizio del 2014. Lo ha annunciato il presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela durante il tradizionale incontro di inizio d’anno con i rappresentanti del Parlamento. Si tratta di un aumento importante che aumenterà i consensi intorno al governo in una fase delicata, dopo che proprio Maduro ha accusato l’opposizione di essere l’unica responsabile di una vera e propria guerra economica operata ai danni di Caracas con il placet degli Stati Uniti e che sta arrecando gravi danni all’economia del Venezuela. Insomma si tratterebbe di un vero e proprio sabotaggio economico operato da alcuni consistenti settori della società venezuelana, che hanno deciso quindi di provare a destabilizzare dall’interno il socialismo venezuelano. Con i suoi provvedimenti populisti e tempestivi però, Maduro sembra essere riuscito a sventare la manovra e con il passare dei mesi sembra riconquistare quei consensi che si erano intiepiditi negli ultimi tempi. L’aumento degli stipendi del 10% rappresenta una vera e propria misura volta a combattere l’inflazione e a rafforzare il potere d’acquisto della popolazione venezuelana. Secondo Maduro questo incremento dovrebbe permettere di recuperare ed anche superare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi; potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Si crede ora che nelle prossime settimane il capo dello Stato renderà note decisioni circa il mercato dei cambi (si pensa ad una svalutazione indiretta) e quello della benzina (corrono voci su un possibile incremento che porterebbe la benzina a duplicare se non a triplicare il costo attuale).

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