Venezuela. Maduro stringe forti legami con PechinoTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Venezuela. Maduro stringe forti legami con Pechino

Mentre in Venezuela la situazione interna resta difficile a causa delle proteste dell’opposizione nei confronti del governo socialista di Maduro, Caracas ne ha approfittato per stringere contatti sempre più intensi con la Cina.

Momenti difficili per il Venezuela, non tanto per le proteste interne contro Maduro ma per via dell’offensiva aggressiva e massiccia lanciata dai media occidentali che ovviamente ingigantiscono ogni iniziativa dell’opposizione contro il governo di Caracas, sminuendo o non riportando le notizie che invece confermano il largo consenso di cui gode ancora Maduro in Venezuela, paese dove grazie all’azione di Chavez nell’ultimo decennio decine di migliaia di persone hanno potuto ottenere servizi di istruzione e sanitari per la prima volta. Ora, per andare incontro alle difficoltà economiche che stanno mettendo in difficoltà il Venezuela, il governo ha avuto colloqui di alto livello con la Cina, Paese che potrebbe risolvere molti problemi de paese sudamericano. “Dobbiamo approfondire i rapporti strategici con la nostra amica Cina, lo dobbiamo al nostro Comandante Chavez“, ha annunciato Maduro già una settimana dopo la morte di Chavez.  Del resto proprio in Cina hanno sempre tenuto una porta aperta al Venezuela come sottolineato da Zhang Ping, presidente della Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo cinese, il quale ha sostenuto che approfondire le relazioni tra Cina e Venezuela sarebbe il solo modo per “confortare l’anima del presidente Hugo Chavez“. Cina e Venezuela sono due nazioni legate ultimamente da una forte relazione economica che sembra non solo destinata a durare, ma anche ad alzare il tiro. Maduro ha visitato Pechino nel settembre del 2013 con una importante agenda economica. E infatti Cina e Venezuela hanno firmato qualcosa come 27 accordi economici di cooperazione, nonchè una linea di credito cinese verso Caracas di 5 miliardi di dollari. Non solo, Maduro aveva anche suggerito la creazione di una commissione  formata da rappresentanti delle due nazioni per programmare lo sviluppo economico del Venezuela nel prossimo decennio, secondo il quotidiano di Caracas El Universal. Proprio il presidente cinese, Xi Jinping, aveva definito la visita di Maduro in Cina come una “opportunità per far passare le relazioni [fra Cina e Venezuela] al livello successivo“. A oggi Pechino è il secondo partner commerciale di Caracas, con gli scambi tra i due paesi che si sono impennati nell’ultimo decennio, basti pensare che gli scambi tra i due paesi nel 2010 ammontavano a 350 milioni di dollari e oggi invece sono saliti a 23 miliardi di euro. ello stesso anno la Cina ha assorbito il 15% delle esportazioni del Venezuela. Due terzi di questi riguardava il petrolio, per 500 mila barili al giorno, secondo numeri governativi, ovvero un decimo dell’import petrolifero totale cinese.Ma non è finita qui, il paese sudamericano negli ultimi sette anni si è appoggiato proprio a Pechino come prestatore di denaro, e a oggi esistono circa 300 accordi firmati tra Venezuela e Cina che vanno dalle infrastrutture fino all’agricoltura. Nel 2008 la Banca per lo Sviluppo della Cina ha accettato di prestare al Venezuela 46,5 miliardi di dollari (33,6 miliardi di euro), secondo uno studio della Tufts University. Quasi tutta la somma aveva a garanzia contratti di vendita di petrolio. Al momento Caracas ha ricevuto prestiti per 36 miliardi di dollari (circa 24 miliardi di euro) divisi tra vari fondi, e il 60 per cento dell’export petrolifero giornaliero verso Pechino vale a pagamento del debito. Considerato che il Venezuela ha tra le maggiori riserve di petrolio al mondo e che la produzione è però in calo, ecco che ben si comprende come mai Caracas vorrebbe affidarsi alla Cina, in questo modo si ridurrebbe l’esposizione al mercato internazionale del debito. Maduro inoltre ha sempre rigettato ogni aiuto internazionale, ben sapendo che sarebbe stata una “polpetta avvelenata” che avrebbe cioè vanificato lo sforzo della costruzione di una società socialista, motivo per cui Maduro preferisce guardare alla Cina, ancor più che gli Stati Uniti, da anni, cercano di destabilizzare Caracas. 

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