Venezuela. Maduro vara restrizioni e visto obbligatorio per cittadini americaniTribuno del Popolo
mercoledì , 16 agosto 2017
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Venezuela. Maduro vara restrizioni e visto obbligatorio per cittadini americani

Dopo il tentativo di Golpe, l’ennesimo, sventato dal governo bolivariano di Maduro, ora il presidente venezuelano ha deciso di imporre un visto obbligatorio per i cittadini americani nonchè restrizioni alle attività dei diplomatici americani in Venezuela. Non solo, è stata presentata anche una “black list” di dirigenti americani che non potranno entrare nel Paese. 

I media occidentali hanno parlato del Venezuela sempre e solo a senso unico, ad esempio parlando di arresti indiscriminati da parte del governo ma omettendo di parlare del tentativo di Golpe sventato dalle autorità venezuelane. E’ molto difficile di conseguenza comprendere quello che sta accadendo nel paese sudamericano, ancor più che l’informazione non ci sembra imparziale bensì completamente schierata contro Maduro e il suo socialismo bolivariano che poi altro non è che la continuazione del lavoro del suo predecessore, l’amatissimo dal popolo Hugo Chàvez. Alla luce dell’ennesimo tentativo di destabilizzazione interno subito il presidente Maduro ha deciso di stabilire che da questo momento in poi i cittadini americani che vorranno visitare il Venezuela avranno bisogno di un visto obbligatorio. Non solo, sono state decise anche restrizioni alle attività dei diplomatici americani a Caracas ed è stata diffusa anche una “Black List” di personalità statunitensi che non potranno mai più mettere piede in Venezuela.  Si tratta di “misure di difesa antimperialista”, e sono state annunciate al termine di una oceanica manifestazione che ha attraversato le strade di Caracas manifestando supporto per l’operato del governo. “Noi lanciamo una lotta totale contro l’imperialismo americano!“, ha detto Maduro che ha anche annunciato che il numero di funzionari dell’ambasciata americana a Caracas verrà sforbiciato: “loro ne hanno 100 e noi 17, vogliamo l’uguaglianza“. Non solo, Maduro ha anche detto che da questo momento in poi i diplomatici americani non potranno più tenere riunioni con dirigenti locali senza l’autorizzazione del governo. Nicolas Maduro ha poi parlato del suo omologo Barack Obama, e lo ha fatto senza giri di parole: “Barack Obama  non quello di Chicago, quello che sognava di cambiare il mondo, ma quello a capo della potenza mondiale, si è lasciato mettere in un vicolo cieco“. Il riferimento è ancora una volta al tentativo di Golpe perpetrato contro il governo venezuelano, che sarebbe poi il secondo tentativo golpista in quindici anni. Nessuno però in Occidente sembra prendere sul serio l’accusa di Golpe del governo di Caracas, eppure Maduro ha detto di disporre di “prove indiscutibili, documenti e foto” che dimostrano l’esistenza di piani sovversivi contro il suo governo. Non solo, Maduro ha accusato Obama di volersi intromettere continuamente nelle vicende interne del Paese, basti pensare che solo nel 2015 Washington avrebbe fatto partire “65 prese di posizione contro il popolo venezuelano“. Il presidente venezuelano ha anche invitato José Miguel Insulza, presidente eletto uruguaiano e segretario dell’Organizzazione degli stati americani , a recarsi a Caracas per visionare le prove del complotto. Di fronte a un tentativo di Golpe della destra però l’Occidente ha preferito non dare la notizia, accusando al contrario Maduro di aver fatto arrestare il sindaco di Caracas, l’anti-chavista Antonio Ledezma, coinvolto però secondo le autorità venezuelane nel tentativo di golpe.

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