Venezuela. Oltre un milione di firme in solidarietà di CaracasTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Venezuela. Oltre un milione di firme in solidarietà di Caracas

Dopo la decisione di Obama di dichiarare Caracas una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti è stata lanciata una campagna chiamata: “Obama, il Venezuela non è una minaccia” per invitare il presidente americano a revocare la decisione. Al momento sono già state raccolte più di un milione di firme…

Gli attivisti venezuelani hanno deciso di darsi da fare dopo che Barack Obama, con una decisione discussa e discutibile, ha dichiarato il Venezuela una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti. Una mossa, quella della Casa Bianca, volta a destabilizzare il governo di Maduro già in difficoltà a causa della crisi economica aggravata dal ribasso dei prezzi del petrolio, la vera risorsa del Paese. Maduro ha vinto le elezioni del post-Chavez dopo la sua tragica scomparsa, diventando presidente in carica dal 14 aprile del 2013. Il Venezuela però non è isolato, ha ricevuto la vicinanza di Cuba con persino Fidel Castro che ha deciso di scrivere una lettera a Nicolas Maduro per invitarlo a resistere contro quella che si configura come l’ennesima manovra della Casa Bianca per ingerire negli affari interni dell’America Latina. Questa volta però si sono mobilitati anche gli attivisti in Venezuela che hanno già raccolto, in meno di una settimana, più di un milione di firme per una petizione che chieda al presidente americano Barack Obama di ritirare l’ordine esecutivo che ha dichiarato Caracas una minaccia alla sicurezza nazionale americana. La notizia è stata diffusa dalla tv sudamericana TeleSurTV che ha dedicato un servizio alla campagna chiamata: “Obama, il Venezuela non è una minaccia”. Solo su Twitter almeno 2,6 milioni di persone hanno espresso la loro approvazione per la petizione utilizzando l’hashtag #ObamaRepealTheExecutiveOrder. Del resto anche Evo Morales, presidente dell’Ecuador, ha apertamente dichiarato che Obama si sarebbe clamorosamente sbagliato sul conto del Venezuela, e la sensazione è che questa volta la Casa Bianca sia isolata, ancor più che il governo venezuelano porterà le firme direttamente al Summit delle Americhe in quel di Panama, dove il meeting è stato fissato per il 10 aprile. Anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha definito la decisione di Obama come “assurda” e ha suggerito a Washington di smetterla di cercare dei nemici tra America Latina e i Caraibi. Del resto i legami degli Stati Uniti con la destra venezuelana sono molto stretti e all’incirca un mese fa, anche se i media occidentali hanno passato la cosa quasi sotto silenzio, Caracas ha accusato la Casa Bianca di aver tentato l’ennesimo golpe contro il governo bolivariano del Venezuela.

Dc

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