Venezuela. Quella sanità gratuita che non va giù all'opposizioneTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Venezuela. Quella sanità gratuita che non va giù all’opposizione

In Venezuela continuano le proteste dell’opposizione che appare però sempre più isolata e radicalizzata. I media occidentali si guardano bene dal raccontare che i manifestanti antigovernativi dal 12 febbraio a oggi hanno distrutto ben 11 centri di assistenza sanitaria gratuita. 

Photo Credit (Reuters / Jorge Silva)

I centri di assistenza sanitaria gratuita costruiti dal governo chavista negli ultimi quindici anni in Venezuela sono uno dei segni tangibili di quanto ha fatto per il sociale Hugo Chavez. Inutile dire che questi centri per i venezuelani più poveri hanno rappresentato un vero e proprio tesoro in quanto molti di loro, semplicemente, hanno vissuto esclusi dalla Sanità nazionale per decenni. I media parlano di giovani assetati di libertà, ma come ha detto in un articolo lo stesso Guardian nelle barricate in Venezuela contro il governo non si trovano gli uomini della strada, quelli tutti pro Maduro, bensì una ristretta percentuale della borghesia più agita del Paese. Non solo, non si tratta di manifestanti pacifici, bensì di gruppi pronti a tutto che hanno già provocato la morte di diverse persone in modo più o meno accidentale. In pochi sanno che dal 12 febbraio a oggi, come ha riferito il ministro della Sanità venezuelano Francisco Armada, i manifestanti hanno distrutto ben 11 centri di assistenza sanitaria gratuita. Insomma l’estrema destra venezuelana si accanisce contro  i presidi sanitari realizzati dai governi di sinistra nelle periferie urbane e nelle regioni più isolate con la attiva collaborazione dei medici cubani. Si tratta di presidi sanitari che per la prima volta nella storia del Paese hanno fornito a milioni di poveri un’assistenza medica di prima qualità, da sempre assente nei governi liberali filoamericani del passato. Tra gli attacchi agli ambulatori medici risalta quello realizzato da un gruppo di una quarantina di incappucciati contro il centro sanitario di Riabilitazione Integrale della Missione Barrio Adentro di San Cristóbal (Táchira, nell’ovest del Venezuela). Sulla base di alcune testimonianze e della denuncia di alcuni abitanti della cittadina il sindaco della località Daniel Ceballos, appartenente allo schieramento di destra, è stato processato e condannato ad un anno di reclusione. Il 13 febbraio inoltre ben dieci molotov sono state lanciate contro  la Direzione per la Salute Ambientale del Ministero della Sanità, ma chiaramente nessuno in Occidente ha parlato di queste violenze. Inoltre la dirigente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), Socorro Hernández, ha denunciato che  il 25 marzo gruppi di manifestanti hanno incendiato la sede dell’organo legislativo nella città di Maracaibo (stato di Zulia, nordovest del Venezuela). 

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