Venezuela. Raccolte oltre otto milioni di firme contro il decreto della Casa BiancaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Venezuela. Raccolte oltre otto milioni di firme contro il decreto della Casa Bianca

Milioni di firme contro il decreto di Barack Obama che vede il Venezuela come “una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Secondo TeleSur sarebbero già state raccolte oltre otto milioni di firme, e la campagna sarebbe appena all’inizio dal momento che moltissime personalità e organizzazioni hanno espresso la loro totale vicinanza al Venezuela di Maduro.

La decisione di Obama e della Casa Bianca di definire il Venezuela di Nicolas Maduro una “minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” ha fatto inevitabilmente discutere, non fosse che il Venezuela a differenza di tanti Stati additati dagli Usa come “canaglia” ha votato democraticamente il proprio governo, peraltro in elezioni giudicate ampiamente regolari da tutti gli osservatori internazionali. Del resto non è un segreto che alla Casa Bianca non vedano di certo di buon occhio la rivoluzione bolivariana impressa da Hugo Chavez al Venezuela sin dall’inizio del XXI secolo, e infatti proprio gli Usa tentarono, senza successo, un golpe nel 2001 per provare a troncare sul nascere l’avvento del chavismo. Ed è questo forse ciò che dà più fastidio ai detrattori di Chavez e di Maduro, proprio il fatto che abbiano realizzato il loro governo democraticamente, cioè nel pieno rispetto delle leggi del Paese e internazionali. Alla notizia della decisione di Obama di interpretare il Venezuela come una minaccia per gli Usa, in molti hanno reagito dicendosi solidali con il Venezuela, a cominciare da Evo Morales, presidente della Bolivia, e da Raul Castro, presidente di Cuba che nonostante il “disgelo” con Washington ha voluto comunque esprimere totale vicinanza a Caracas. Per contrastare questa decisione ritenuta ingiusta e aggressiva è stata lanciata una vera e propria petizione online volta a raccogliere firme per forzare Obama ad abrogare il decreto con il quale ha inserito il Venezuela tra le minacce alla sicurezza nazionale. Secondo il quotidiano TeleSur tale petizione ha ampiamente superato le otto milioni di firme, un risultato straordinario e che sarebbe solo all’inizio dal momento che il decreto è diventato operativo solo un mese fa, il 9 marzo 2015. Obama aveva infatti definito  “un’emergenza nazionale, la minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti derivante dalla situazione in Venezuela”. Ben si comprende quindi quanto sia importante per il governo di Caracas questa petizione, e infatti il presidente Nicolas Maduro ha personalmente ringraziato attraverso il suo account Twitter tutti coloro che hanno apposto la propria firma alla campagna per chiedere a Obama di “abrogare il decreto“. Nonostante nessuno si faccia illusioni che possa realmente servire a far cambiare idea agli Usa, le firme della petizione verranno consegnate nel corso del Vertice delle Americhe in programma a Panama, dove tra le altre cose si vaglierà anche la possibilità di rimuovere tutte le basi statunitensi ancora presenti in America Latina. Al Vertice dovrebbe partecipare anche Obama di conseguenza l’attesa in vista dell’evento è enorme, ancor più che sono moltissimi coloro che hanno espresso la propria solidarietà nei confronti di Maduro. Solo la scorsa settimana secondo Telesur almeno cinque milioni di persone avrebbero inviato tweet da 105 paesi per chiedere l’abrogazione delle misure contro il paese sudamericano, ma nonostante questo la Casa Bianca sembra intenzionata a far finta di nulla e ad ignorare anche la solidarietà a favore di Maduro espressa da personaggi come Pepe Mujica e come l’ex Nobel per la Pace Rigoberta Menchu. Infine sempre a marzo a completare il quadro anche i 33 paesi della  Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) hanno voluto esprimere la propria ferma contrarietà nei confronti della politica nordamericana nei confronti di Caracas, e anche le Nazioni Unite del Sudamerica (Unasur) si sono allineate su una posizione simile. Chiaramente i nostri media sembrano interessati a tutt’altro ma nel frattempo anche il G77 + Cina ha rilasciato una dichiarazione contraria al decreto deciso da Obama contro il Venezuela. Insomma, gli Usa hanno trattato un governo democraticamente eletto alla stregua di uno “Stato canaglia”, adducendo il mancato rispetto dei diritti umani, ma verrebbe da chiedersi come mai alla Casa Bianca siano quantomeno miopi quando si tratta di evidenziare le stesse violazioni in altri paesi maggiormente allineati alle politiche internazionali di Washington, vedi l’Honduras golpista dove solo qualche settimana fa alcuni studenti minorenni sarebbero stati uccisi dalla polizia nell’indifferenza generale.

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