Venezuela-Russia: le ragioni della collaborazioneTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Venezuela-Russia: le ragioni della collaborazione

Venezuela e Russia assumono iniziative comuni per difendere il prezzo del barile di petrolio dalle manipolazioni esercitate da settori imperiali, che pretendono di colpire le entrate dei paesi produttori di questa risorsa naturale- è quanto dichiarato dal ministro degli esteri del Venezuela, Rafael Ramirez.

In un’intervista concessa a Actualidad RT, a proposito della sua visita a Mosca, Ramirez ha spiegato che il Venezuela propone e afferma la difesa della stabilità del mercato petrolifero, “perché abbiamo diritto al prezzo giusto della nostra risorsa naturale”.

Per tali ragioni, il ministro ha spiegato che il paese sudamericano ha dovuto operare con autorevolezza nell’OPEP “per mantenere un livello (del prezzo del petrolio) adeguato a continuare nel miglioramento del nostro ritmo di investimenti”.

Ha naturalmente denunciato che un altro dei meccanismi messi in pratica da nazioni come gli Stati Uniti, per colpire la produzione dei paesi petroliferi, è rappresentato dalla destabilizzazione, come nel caso delle sanzioni economiche che insieme all’Unione Europea hanno imposto alla Russia, a causa del conflitto in Ucraina, e del colpo di Stato permanente che viene provocato con l’appoggio di gruppi violenti in Venezuela.

Allo stesso tempo, ha precisato che in territorio russo ha anche affrontato con il suo omologo Sergey Lavrov l’evoluzione dei progetti congiunti di sviluppo, “poiché abbiamo un’importante presenza di imprese russe in Venezuela, soprattutto nella Falda Petrolifera dell’Orinoco “Hugo Chavez”, dove hanno una partecipazione nella produzione di più di un milione di barili di petrolio al giorno”.

Il ministro degli Esteri venezuelano, inoltre, ha riconfermato il rifiuto da parte del suo paese delle sanzioni contro la Russia e le ha definite come “meccanismi di ingerenza verso le potenze”.

“Abbiamo offerto il nostro appoggio alla Russia, sia di solidarietà che economico, avendo in considerazione le alleanze di questo paese con i blocchi latinoamericani come Petrocaribe, l’Alleanza Bolivariana dei Popoli della Nostra America (Alba), e la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac)”, ha voluto rimarcare.

Tra gli altri aspetti affrontati, Ramirez ha espresso le sue impressione sulla 69° Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), svoltasi lo scorso settembre, in cui il presidente Nicolas Maduro ha fatto sentire la sua voce a favore della ristrutturazione di tale organismo.

“Consideriamo le Nazioni Unite un meccanismo essenziale, ma che deve conformarsi alla nuova realtà planetaria. Le Nazioni Unite e la loro composizione risalente al dopoguerra, devono oggi dotarsi di meccanismi molto più democratici e partecipativi”, e ciò che sta accadendo in America Latina, con la creazione di blocchi di integrazione, è un esempio.

Ramirez ha posto l’accento sul fatto che queste istanze latinoamericane e dei Caraibi riflettono una visione multipolare, “un processo superiore di integrazione, unione di propositi, di obiettivi”, perché per la costruzione del socialismo dobbiamo parlare di nuove regole, creare nostri propri spazi di scambio finanziario, attraverso iniziative come la Zona Economica Alba-Petrocaribe”, proposte a suo tempo dal leader rivoluzionario Hugo Chavez.

“Il principale insegnamento che ci ha lasciato il comandante Chavez è una diversa concezione della politica, l’onestà nella politica e la coscienza che dobbiamo lavorare per i più poveri e ciò è possibile solo con il socialismo”, ha sottolineato Ramirez.

da www.aporrea.org | Traduzione di Marx21.it

La visita del ministro degli esteri venezuelano a Mosca

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