Venezuela. Si respira aria di GolpeTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Venezuela. Si respira aria di Golpe

Venezuela sotto tensione dopo che Obama ha deciso di varare un decreto che dichiara il Venezuela una minaccia per gli Stati Uniti e aver congelato i beni di sette alti funzionari del governo. A Caracas temono che Washington si stia preparando all’ennesimo tentativo su larga scala di destabilizzazione, per questo Maduro ha chiesto e ottenuto i poteri speciali. 

Si respira un clima pensatissimo in Venezuela dopo ce Barack Obama ha deciso di dichiarare il Venezuela una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti il che tradotto significa che tra Caracas e Washington ormai si è arrivati ai ferri corti e nelle prossime settimane potremmo vederne delle belle. Inutile ricordare che Nicolas Maduro, presidente del Venezuela e successore di Hugo Chavez, è assai sgradito alla Casa Bianca che, al contrario, appoggia in modo indiscriminato l’estrema destra del Paese, che ciclicamente organizza manifestazioni contro il governo. Maduro però gode ancora di ampio consenso popolare grazie alle conquiste raggiunte dalla rivoluzione bolivariana soprattutto per quanto riguarda le fasce più povere della società. Proprio qualche settimana fa Caracas aveva denunciato un vero e proprio tentativo di Golpe organizzato da ambienti della destra venezuelana con l’appoggio dell’ambasciata americana e del sindaco di Caracas, ma i media mondiali al posto che parlare di questo tentato Golpe hanno preferito accusare Maduro di averne arrestato i responsabili. Ora con la mossa di Obama appare chiaro che si apra la porta a nuovi tentativi di destabilizzazione, anche per questo Maduro ha chiesto e ottenuto i poteri speciali in Parlamento contro quella che è stata configurata come “minaccia imperialista”. A reti unificate Maduro ha parlato ai venezuelani del decreto di Obama, oltre due ore di discorso in cui Maduro ha spiegato che i destinatari delle sanzioni di Washington, sette alti funzionari del governo, non sono sabotatori della democrazia e della libertà di espressione come dichiarato dalla Casa Bianca, bensì veri e propri eroi. Anche per questo Maduro ha deciso di promuovere il direttore dei servizi segreti, colpito dalle sanzioni, a Ministro dell’Interno. Maduro ha definito quella di Obama una “aggressione imperialista” e in questo senso ha accusato il presidente americano di voler ingerire in Venezuela per rovesciare il governo legittimamente eletto, e ha anche definito l’iniziativa statunitense come “un errore colossale”. L’Avana ha subito espresso solidarietà al governo venezuelano con un comunicato nel quale l’iniziativa americana è stata definita senza giri di parole come “aggressiva e arbitraria”. Del resto dal conto suo Washington ha detto che con le sue sanzioni non intende colpire la popolazione o l’economia del Paese, ma crederci diventa molto difficile anche perchè gli Usa sono ancora in gran parte dipendenti dal petrolio venezuelano.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/93335630@N05/13701771774″>-> Medi.eval // La Urbina. Caracas</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”https://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>(license)</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top