Venezuela. Sventato piano per uccidere Maduro e destabilizzare CaracasTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Venezuela. Sventato piano per uccidere Maduro e destabilizzare Caracas

Venezuela. Sventato piano per uccidere Maduro e destabilizzare Caracas

Le autorità venezuelane affermano di aver sventato un complotto volto ad assassinare il presidente chavista Nicolas Maduro. Il piano sarebbe stato organizzato dall’ex leader colombiano Alvaro Uribe in consonanza con gli interessi Usa. 

Che il governo venezuelano dia fastidio agli interessi di molti è risaputo, soprattutto di quelli che come l’ex leader colombiano Alvaro Uribe hanno fatto ogni sforzo per trascinare il Sudamerica verso una deriva neoliberista e filoamericana. Hugo Chavez era uno degli uomini più odiati dalla Casa Bianca, e gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per provare a strappare al bolivarismo il Venezuela finanziando e supportando con ogni mezzo la candidatura per la destra di Enrique Capriles. Sull’onda della commozione per la morte di Chavez però, alle elezioni della primavera 2013 si impose il suo successore, Nicolas Maduro, uno dei suoi delfini più fedeli che ha promesso di continuare il percorso tracciato dal maestro. Nonostante i risultati elettorali siano stati confermati da tutti gli organi indipendenti e internazionali, Capriles forte dell’appoggio statunitense non ha mai riconosciuto la vittoria del suo rivale di sinistra e ha provato persino a destabilizzare il Paese portando migliaia di seguaci per le strade con il chiaro intento di creare disordini. Maduro però riuscì a non cadere nelle provocazioni e a traghettare il suo governo fuori dalla tensione, almeno fino a oggi. Ora, le autorità del Venezuela hanno detto ufficialmente di aver sventato un complotto per assassinare il presidente Nicolas Maduro ordito dall’ex leader colombiano Alvaro Uribe Velez, un conservatore ostile al governo progressista di Caracas. A darne notizia è stato il ministro dell’Interno, Miguel Rodriguez, secondo cui sono stati catturati due colombiani coinvolti nel piano. I due arrestati avrebbero fatto parte di un commando di dieci persone incaricate di assistere il killer destinato a eseguire materialmente l’omicidio, identificato solo come ‘David’ e definito dal ministro un “professionista di grande esperienza“. David avrebbe preso ordini direttamente da Oscar Alcantara Gonzalez, uomo considerato una sorta di braccio destro di Uribe, e che attualmente si trova in prigione. A causa del coinvolgimento di costoro, Maduro in persona avrebbe telefonato all’omologo statunitense Barack Obama, per chiedergli se avesse organizzato lui il fallito intrigo, o quanto meno se ne fosse a conoscenza. “Il presidente Obama è così debole che negli Stati Uniti si prendono per suo conto decisioni sull’uccisione di un capo di Stato latino-americano senza che lui ne sappia nulla?“, ha commentato polemicamente con i giornalisti il successore del defunto Hugo Chavez. Preferirei parlare di questioni importanti e non delle calunnie di una dittatura“, ha replicato Uribe, che lasciò la presidenza nel 2010. “Nessuno crede a una storia così assurda“, ha tagliato corto a propria volta Henrique Capriles, leader dell’opposizione liberale di Caracas, sconfitto da Maduro nelle presidenziali dello scorso aprile. Una cosa però sembra chiara, qualcuno ha tutto l’interesse a infiammare il Venezuela per impedire che la rivoluzione bolivariana di Chavez prima, e Maduro poi, compia significativi passi in avanti.

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