Venezuela. Tentativi di controrivoluzione in attoTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Venezuela. Tentativi di controrivoluzione in atto

Venezuela. Tentativi di controrivoluzione in atto

Secondo un ex vicepresidente e giornalista venezuelano, Josè Vicente Rangel, sarebbe in atto un vero e proprio complotto contro il Venezuela orchestrato dagli oppositori di destra capeggiati da Capriles. Proprio Capriles e il fronte di destra ha acquistato recentemente 18 aerei da guerra che sarebbero pronti a colpire da basi in Colombia. 

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Nonostante la vittoria conseguita da Maduro alle ultime elezioni, una vittoria che ha confermato la prosecuzione della Rivoluzione Bolivariana, la destra venezuelana è tornata all’offensiva, forte degli appoggi internazionali a Washington e Bogotà. Non solo Capirles, il rivale di Maduro, ha messo in discussione gli esiti delle elezioni, ma non ha nemmeno accettato il riconteggio delle schede, che ha riconfermato il corretto esito delle elezioni. Ora però ci sarebbe dell’altro, un vero e proprio complotto ai danni di Caracas, orchestrato proprio dagli oppositori di destra venezuelani con il placet degli Stati Uniti. Lo ha confermato un ex vicepresidente e giornalista venezuelano, Josè Vicente Rangel, che ha accusato gli oppositori di destra, guidati da Henrique Capriles, di aver acquistato 18 aerei da guerra, velivoli pronti ad entrare in azione partendo da una base Usa in Colombia. Durante il suo programma domenicale “José Vincente Oggi”, Rangel ha affermato che “venezuelani dell’opposizione” e “dirigenti dell’industria di aerei militari Usa”, “dopo aver sfogliato il catalogo”, hanno firmato il contratto lo scorso 27 maggio a San Antonio, in Texas. Secondo Rangel questi velivoli arriveranno a novembre in una base americana in Colombia. L’informazione non deve essere sottovalutata, dato il clima di aggressione mediatica e politica contro il Venezuela. Bisogna prepararsi adeguatamente all’aggressione armata che coinvolgerà mercenari, come è già successo in diverse nazioni” ha insistito Rangel. Capriles ha subito cercato di smentire le affermazioni del giornalista, ma Maduro ha comunque chiesto di aprire un’indagine a livello internazionale, concordando con il vice presidente colombiano Garzòn, secondo cui “la cosa migliore che può fare Bogotà è chiedere la verifica delle Nazioni Unite o di una commissione bilaterale”. Insomma accuse di golpe ben precise ai danni dell’opposizione venezuelana, che avrebbe un piano per sovvertire le istituzioni a Caracas. “Stiamo affrontando un piano della destra con il sostegno da parte della Colombia di gruppi violenti (…) continueremo a denunciarli e ad affrontarli con la forza della Costituzione e della Revolucion”, ha spiegato Maduro. I rapporti tra i due paesi sono peggiorati negli ultimi mesi, dopo che il presidente colombiano Santos ha incontrato Capriles in diverse occasioni e in un vertice nel quale Capriles ha denunciato presunte irregolarità nel voto, poi rivelatesi infondate. Ma non è finita qui, ci sarebbero anche gruppi di potere di venezuelani  legati al petrolio che vivono in Colombia che avrebbero tutto l’interesse a destabilizzare il Venezuela. Già nell’aprile del 2002, l’opposizione, i vertici della Pdvsa e i sindacati del petrolio cercarono di paralizzare il Paese e di rovesciare il governo, arrivando a sequestrare per 36 ore il presidente Chávez, poi liberato dai parà rimasti a lui fedeli. Maduro ha fatto riferimento a quell’episodio per denunciare i tentativi attuali dell’opposizione, tramite i media privati, di giustificare un eventuale colpo di Stato contro l’attuale governo. Dulcis in fundo ci sarebbero gruppi di mercenari colombiani che sarebbero penetrati in territorio venezuelano per mettersi a disposizione della destra locale.

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