Venezuela. Un anno dopo la morte di Chavez, il suo ricordo è onnipresenteTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Venezuela. Un anno dopo la morte di Chavez, il suo ricordo è onnipresente

Un anno fa se ne andava Hugo Chavez Frias, il presidente del Venezuela capace di vincere tutte le elezioni cui ha partecipato e di uscire indenne da un golpe orchestrato dalla destra in combutta con la Casa Bianca. A un anno dalla sua morte il suo ricordo è ancora vivissimo, soprattutto in un momento difficile nel quale l’opposizione cerca di destabilizzare il Paese.

A un anno dalla morte di Hugo Chàvez quasi tutti sentono la sua mancanza. Un pò perchè Nicolas Maduro è sicuramente volenteroso ma non vale Chàvez, un pò perchè esattamente un anno dopo la sua morte, l’opposizione riprova a destabilizzare il Paese forse pensando di riprovare ciò che nel 2002 era miseramente fallito, ovvero un vero e proprio golpe. Cosa resta della rivoluzione socialista democratica operata da Chàvez in Venezuela? Restano sicuramente le migliaia di persone che grazie a lui ora hanno una casa e possono studiare, resta il suo vivido ricordo tra la gente, un ricordo che i media occidentali tentano inutilmente di distorcere. I suoi detrattori attaccano il suo operato sostenendo che fosse in realtà solo un imbonitore delle masse, ma a uno sguardo più approfondito si può facilmente constatare come Chàvez abbia fatto più per gli umili e i poveri venezuelani che qualsiasi altro presidente, e questo è già di per sè un risultato straordinario. Non solo il governo bolivariano sotto la sua guida ha anche diminuito la mortalità infantile, prodotto migliaia di nuovi medici e aumentato il numero dei professori, tutti servizi che evidentemente vengono dati per scontati da certi intellettuali benpensanti di casa nostra. Così a un anno dopo dalla sua morte ecco l’ennesimo assalto alla sua enorme figura, un assalto ancora più pericoloso perchè avviene proprio mentre Caracas si trova sotto attacco da parte dei media internazionali e dell’opposizione foraggiata dagli Stati Uniti. Così accusano Chàvez per distruggere la sua eredità e screditare il governo di Maduro, oggi alle prese con una grave crisi economica, rifiutandosi di ammettere le tante cose positive che vengono realizzate, quotidianamente, nell’ambito del sociale. Così gli intellettuali di casa nostra continuano a parlare del Venezuela come di un regime, ignorando che Chàvez ha saputo resistere a un golpe, quello sì subito, e ha saputo vincere tutte le sfide elettorali in elezioni democratiche e regolari. E intanto mentre i media cercano di mistificare quanto succede a Caracas, un poliziotto e un civile filogovernativo sono stati uccisi a colpi di pistola nei pressi di una barricata eretta nel’area di Los Ruices, questo ancora una volta a mostrare come l’opposizione venezuelana non sia propriamente democratica come vogliono farci credere.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/quecomunismo/3265411850/”>¡Que comunismo!</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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Un commento

  1. Nonostante una specie di agiografia dei suoi eredi, che non condivido, Chávez ha marcato profondamente la coscienza del popolo venezuelano, ma anche sudamericano e del Caribe. Non c’è alcun dubbio che la cultura e la coscienza politica dei venezuelani è cambiata e ha profondamente mutato l’avvenire di quest ricco paese.
    Anche se oggi c’è un dissenso violento e prezzolato di una minoranza ancorata a un passato che non può più ritornare, anche coloro che votarono per l’opposizione, io credo, vivendo in questo paese da più di 20 anni, non vogliono ritornare allo schema neo liberale, ma continuare con alcune grandi successi di Chavez.
    Credo che oggi, i bolivariani, devono aprire una nuova dialettica con gli eredi di Chavez ed esprimere critiche all’incertezza e agli errori dell’attuale governo. Nonostante ciò, la rivoluzione bolivariana continuerà, e le forti pressioni americani non potranno cambiare l’avvenire del paese.

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