Venti di guerra dopo il caso del volo abbattuto in UcrainaTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Venti di guerra dopo il caso del volo abbattuto in Ucraina

Venti di guerra dopo il caso del volo abbattuto in Ucraina

L’Occidente accusa senza remore la Russia e i filorussi di essere loro i responsabili dell’abbattimento del volo MH17 della Malaysian Airlines, ma Mosca rilancia con accuse a Kiev. Il rischio è quella di una contrapposizione Usa/Ue-Russia, un rischio che qualcuno alla Casa Bianca sta pensando di cavalcare.

Si gioca con il fuoco dopo l’abbattimento del volo civile Mh17 della Malaysian Airlines. Già poche ore dopo il tragico evento l’Occidente e i suoi media hanno accusato i filorussi e la Russia, prendendo per buone fonti poi rivelatesi perlomeno frammentarie e parziali quando non del tutto destituite di fondamento. La stampa ha scelto invece di ignorare ogni fonte contraria che invece parlava delle possibili responsabilità di Kiev, ombre che gravano sulla Giunta fortemente voluta dagli Stati Uniti e dall’Occidente. Si è cercato di occultare e mistificare il mistificabile per mettere sul tavolo mediatico in mostra il colpevole, che non può che essere il “grande cattivo” Putin, ovvero colui che è stato scelto per incarnare il “nemico” perfetto della cosiddetta “democrazia” occidentale, una democrazia che negli ultimi sei anni sta mostrando il suo volto orwelliano e la sua potenza nel controllo totale dell’informazione. In questo contesto Putin, in merito alla vicenda del volo abbattuto, ha dichiarato di volere una inchiesta internazionale non politicizzata con esperti che dovranno analizzare la scena in pace. Le scatole nere sarebbero nelle mani di Mosca, e l’Ucraina ha già cominciato ad accusare i filorussi di star facendo sparire prove, accuse completamente smentite da testimonianze diverse sul posto. Nessuno però sembra voler rispondere alla domanda principale: che motivo avrebbero avuto i filorussi di abbattere un aereo civile in modo poi da essere accusati, a quel punto giustamente, di terrorismo da parte della comunità internazionale? Come se l’abbattimento dell’aereo lavi via, di colpo, due mesi di torture, violenze e aggressioni perpetrate da Kiev, come se lo tesso governo di Poroschenko sia magicamente al riparo da sospetti. Sperimentiamo quindi una nuova forma di guerra, la guerra mediatica, quella che abbiamo visto all’opera dalla Libia alla Siria passando per l’Egitto. Spirano venti di guerra verso la Russia, e ancora una volta a propagarli è chi sparge l’odio e la paura della russofobia in Europa, proprio come ottanta anni fa.

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