Venti di guerra tra India e CinaTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Venti di guerra tra India e Cina

 

Negli ultimi venti giorni la tensione al confine tra India e Cina lungo la regione settentrionale indiana di Ladakh è salita a livelli di guardia. Solo nelle ultime ora la situazione sembra essere rientrata. 

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Tra India e Cina, in realtà, non corre buon sangue. Sia Pechino che Nuova Delhi fanno parte dei BRICS, tuttavia Cina e India sono due colossi sotto ogni punto di vista, e soprattutto sono troppo vicine l’una all’altra, per la serie dei due galli nello stesso pollaio. In passato i due paesi sono arrivati persino a farsi la guerra nel lontano 1962, quando la Cina riuscì a conservare il possesso del Tibet. Oggi, con tutta l’opinione pubblica distratta dalla crisi economica e dalla guerra in Siria, in pochi si sono accorti che la tensione al confine tra i due giganti asiatici è salita alle stelle. Stiamo parlando della regione settentrionale indiana di Ladakh, dove per oltre venti giorni gli eserciti dei due Paesi sono rimasti in armi a pochi metri di distanza. Solo nelle ultime ore la crisi sembra essersi risolta  con il ritiro delle truppe cinesi dalla regione

“Lo status quo lungo la Linea di Controllo Attuale () del settore occidentale della frontiera indocinese è tornato allo stato precedente al 15 aprile 2013″, ha dichiarato ieri il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Akbaruddin, via Twitter. Il ritiro delle truppe cinesi è stato completato domenica notte, secondo fonti della sicurezza nazionale indiana citate dalla televisione locale NDTV. A confermare che non si è trattato solamente di un banale incidente di frontiera, i  i comandi militari di entrambi i paesi si sono riuniti per ben quattro volte, la più recente la scorsa settimana, come riportato dall’agenzia di notizie indiana PTI. Tutto sarebbe cominciato a metà aprile, quando circa trenta soldati cinesi sono penetrati per 19 chilometri in territorio indiano installando un accampamento nella valle di Depsang, nella regione di Ladakh, nello stato del Kashmir. A quel punto si è sfiorato l’incidente con Nuova Delhi che ha inviato immediatamente truppe a meno di cinquecento metri dall’accampamento cinese, ad oltre 5000 metri di altitudine.

In un primo momento la Cina ha negato ogni addebito, poi però ha posto a condizione del ritiro dei soldati lo smantellamento dei bunker indiani costruiti in due aree della Lca. Come da programma, il ministro degli esteri dell’India, Salman Khurshid, si recherà in visita in Cina il prossimo giovedì, poco prima della visita ufficiale in India del neo premier cinese Li Keqiang il 20 maggio. Si cercherà quindi di trovare una quadra e un accordo tra i due paesi per porre fine all’incertezza che avvolge la percezione reciproca dei confini dal momento che non esiste una vera e propria demarcazione della Lca, che separa i due paesi dal 1947. India e Cina condividono oltre 4.000 chilometri di frontiera comune lungo i quali mantengono dispute territoriali. La Cina rivendica parte dello stato nord-orientale indiano di Arunachal Pradesh, mentre l’India l’area di Aksai Chin, in Kashmir e sotto il controllo cinese. Le violazioni di confine sono molto comuni in questa zona e secondo l’India i cinesi hanno commesso 600 “trasgressioni” dal 2010. I due governi hanno tenuto quindici round di colloqui sui confini senza successo, e nel 1962 hanno combattuto una breve guerra, vinta dalla Cina.

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