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sabato , 21 ottobre 2017
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Verso il congresso del PCE

Negli ultimi mesi, soprattutto dopo le elezioni del 20 dicembre, si parla molto di Podemos, ma cosa succede in Izquierda Unida (IU) e in particolar modo nel Partito Comunista Spagnolo (PCE)?

Il 9 aprile 2016 si terrà la prima fase del congresso del PCE, che è stato approvato nel giugno 2015 dalla segreteria federale. Questa prima fase discuterà solo dell’organizzazione del PCE come partito, del suo ruolo e del suo scopo in Izquierda Unida (il PCE è il principale partito all’interno di IU). Dalla relazione di giugno, si può leggere: “[Un congresso] per discutere come organizzare la nostra strategia sul recupero degli obiettivi del PCE, quando nel 1983 si pianificò la Convergenza Sociale e Politica, che poi diede luogo alla nascita di Izquierda Unida: promuovere una formazione di nuovo tipo, con nuovi metodi, che superasse la forma di partito classico e si configurasse come un movimento politico e sociale, organizzato intorno all’elaborazione di un programma comune. In Izquierda Unida fu mantenuta la maggior parte delle strutture e degli apparati interni [n.d.r. dei partiti confluenti], ma è mancata l’organizzazione dell’assamblee locali e settoriali, delle aree di elaborazione e di azione politica. Queste mancanze hanno impedito che IU diventasse un attore fondamentale, se non unico, nella trasformazione sociale da sinistra”.

La seconda fase del congresso si terrà a giugno, dopo l’assemblea generale di IU a fine maggio.

Prima di entrare nel dettaglio del congresso, è utile fare una breve panoramica del PCE e di IU in questi ultimi anni.

Nel XVII congresso del PCE (2005), dopo un aspro dibattito interno, venne decisa la ricostruzione e il rilancio del partito, che ormai funzionava come corrente interna di IU. Nel 2008, il segretario del PCE, Anguita, presentò un documento in cui si chiedeva una “rifondazione” di IU. Nella IX assemblea federale di IU, venne eletto segretario Cayo Lara, candidato del PCE. Cayo Lara sin dal principio ha imposto un progetto che cercava di rifondare, non solo IU ma tutta la sinistra spagnola in “una forza politica più forte, anticapitalista, trasformatrice e repubblicana”.

Alle elezioni del 2011, IU prese circa un milione e settecentomila voti, mezzo milione di voti in più rispetto alle elezioni generali del 2008. Cayo Lara fu confermato presidente all’unanimità nella X assemblea federale di IU nel 2012. Alle elezioni europee del 2014, IU prese circa un milione e seicentomila voti, in quelle stesse elezioni si presentò per la prima volta Podemos che raccolse un milione e trecentomila voti.

Anche se IU non ha raggiunto il massimo dei voti che ottenne a metà degli anni ’90 (circa 2 milioni e mezzo), sembrava riuscire ad attirare le simpatie ed il sostegno (elettorale e non) di una gran parte della popolazione, soprattutto dei settori che venivano dal 15M e dalle “mareas”, oltre che dalla sua base storica.

Come si è passati allora dal successo delle europee del maggio 2014 ai risultati deludenti delle elezioni generali del dicembre 2015?

Bisogna ricordare che in Spagna tutti i partiti hanno delle federazioni regionali e che, a seconda dei partiti, hanno più o meno autonomia politica rispetto alla direzione nazionale. Le varie federazioni regionali di IU hanno preso delle decisioni politiche che hanno alienato la base elettorale e militante e che hanno portato all’enorme successo di Podemos.

Nel 2012, le elezioni del governo regionale dell’Andalucia avevano portato la federazione regionale di IU (Izquierda Unida Los Verdes – Convocatoria por Andalucia, IULV-CA) ad ottenere un nutrito aumento dei voti (circa centoventimila voti in più sono un totale di 4 milioni di votanti), ottenendo uno dei più importanti successi elettorali negli ultimi 15 anni. I 12 consiglieri ottenuti erano necessari per formare un governo ed IULV-CA decise di entrare nel governo regionale insieme al PSOE, perchè considerava la possibilità di poter spostare le politiche del PSOE a sinistra. Questa strategia ha portato ad una serie di contraddizioni, ad esempio nel 2013 negli stessi giorni che veniva promossa una legge contro gli sfratti, venivano anche prolungati per tutto il 2013 i tagli sulle tredicesime e sulle quattordicesime dei dipendenti pubblici.

Nel 2015, la presidente regionale Diaz (PSOE) decise unilateralmente di indire nuove elezioni regionali. In quelle elezioni IULV-CA era tornata ai livelli del 2008, mentre Podemos, che si presentava per la prima volta in Andalucia, ottenne circa mezzo milione di voti, superando di gran lunga IULV-CA.

In Extremadura, la federazione regionale di IU (Izquierda Unida Extremadura, IUE) dopo le elezioni del 2011 astenendosi durante le votazioni per le elezioni del presidente regionale, aveva permesso al PPE di prendere il potere dopo 28 anni con un governo di minoranza. Inoltre in numerose occasioni aveva votato in modo da appoggiare il PPE. Mentre questa strategia politica aveva portato il PP extremeño ad avere un politica molto più moderata ed orientata verso il centro, rispetto al suo equivalente nazionale, nel frattempo ha alienato una consistente fetta della base elettorale di IU ed inoltre ha portato ad un aspro confronto in seno alla stessa IU, confronto non ancora terminato. Tanto che nella prossima assemblea regionale di IU, il PCE extremeño ha annunciato che non avrebbe partecipato, in quanto “non riconosce di nessuna utilità questa assemblea per superare i contrasti interni, che si sono prodotti a partire dall’esclusione del PCE extremeño dal consiglio regionale e successivamente le politiche sviluppate dal gruppo parlamentario di IU crearono una divergenza che si è aggravato costantemente. E le conseguenze di questo si possono vedere nelle ultime elezioni [del 2015] dove IU ha perso tutta la sua rappresentanza nell’assemblea”.

Per descrivere ed analizzare ciò che è successo con la federazione madrileña di IU (Izquierda Unida Comunidad de Madrid, IUCM), sarebbe necessario scrivere un breve saggio, ma esula dallo scopo di questo articolo.

Nell’ottobre 2014 scoppia lo scandalo delle carte di credito “black” della banca Caja Madrid (successivamente nota come Bankia). Tra gli altri, vi furono coinvolti due esponenti di primo piano di IUCM  (accuse di evasione fiscale e corruzione). La direzione federale di IU impose alla federazione madrileña la creazione di  una commissione di trasparenza per verificare le responsabilità politiche. A fine novembre, in seguito ai documenti rilasciati dalla commissione, la direzione federale chiedeva le dimissioni dagli incarichi pubblici e di partito di tutti i coordinatori di IUCM coinvolti nelle decisioni riguardo Caja Madrid nel periodo coinvolto dallo scandalo (2009-2013). La direzione di IUCM rifiutò di procedere con la richiesta delle dimissioni, adducendo tra le varie ragioni che nello stesso periodo si stavano svolgendo anche le ultime fasi prima delle primarie aperte che dovevano aver luogo il 31 novembre 2014, per la selezione dei candidati alle elezioni regionali e comunali.

Le primarie furono vinte, con maggioranza assoluta, dai sostenitori di una convergenza elettorale con Podemos ed altri settori della sinistra, inoltre erano tutti sostenitori della linea della direzione federale e disposti ad approvare la risoluzione sulle dimissioni.

Nei mesi successivi ci fu un’aspra battaglia tra, da un lato, la direzione federale di IU e da alcuni settori critici interni di IUCM (tra cui il  PCE madrileño, che nel febbraio 2015 esce da IUCM e si pone direttamente sotto la direzione nazionale di IU) e, dall’altro lato, la direzione regionale di IUCM. Nel marzo 2015 viene presentata la candidatura della lista Ahora Madrid (risultato della convergenza tra IU, Podemos ed altri settori della sinistra madrileña). La direzione regionale impose un referendum interno per terminare questa convergenza (nonostante la direzione federale non lo avesse autorizzato), referendum che vide il rifiuto alla partecipazione di tutto il settore critico. Il referendum ottenne una partecipazione del 55% degli iscritti e approvò con l’89% dei voti la linea della direzione regionale. Una parte del settore critico uscì (ed altri vennero espulsi) da IUCM.

Alle elezioni del 24 maggio 2015 per la regione e per il comune di Madrid, si presentarono quindi candidati di Izquierda Unida sia nella lista Ahora Madrid (sostenuta dalla segreteria nazionale) sia nella lista IUCM-LV. Ahora Madrid ottenne alla comunali circa il 32% dei voti e 20 consiglieri, mentre la lista IUCM-LV ottenne circa il 2% dei voti e per la prima volta nella storia IU non entrò nel parlamento cittadino di Madrid.

Nel giugno 2015, la direzione federale decise di espellere la federazione regionale di IUCM, riprendendo il controllo legale del nome e del simbolo. Attualmente la federazione regionale di IU di Madrid è ancora in fase di ricostruzione.

Sia ben chiaro che questo breve riassunto, lascia fuori tutta la dialettica interna, sia all’interno del PCE, sia di IU, tra i sostenitori della linea federale ed i sostenitori della linea regionale madrileña  e sebbene molte cose giuste siano state dette da entrambi, molti più errori nella gestione sono stati fatti da ambo gli schieramenti.

Nel luglio 2015, nasce Unidad Popular (inizialmente con il nome Ahora en Comun) che aveva come obiettivo quello di creare una candidatura per le elezioni generali dove potessero confluire partiti politici, organizzazioni sociali e singole persone di sinistra. Nel settembre 2015, IU decise di integrarsi nel progetto (a differenza di Podemos) e il segretario di IU, Alberto Garzòn, vinse le primarie per diventare il candidato presidente. Izquierda Unida si presenta alle elezioni di dicembre 2015 con il nome Izquierda Unida – Unidad Popular (IU-UP), ottenendo circa novecentomila voti e solo 2 deputati.

Infine, nei Paesi Baschi, in Catalunya e nella Comunità Valenciana, il progetto Ahora en Comun si sviluppò in modo differente e la convergenza tra Podemos, IU e altre liste di sinistra è stata possibile. In queste regioni, Ahora en Comun ha ottenuto un successo più grande dei singoli partiti, ma ha aperto la strada al tentato assorbimento di IU da parte di Podemos (tentativo tuttora in corso).

Nel prossimo articolo, verrà posto maggiormente il focus sulla dialettica interna al PCE in vista del congresso del 9 aprile.

Photo Credithttp://hoya.pcpv.es/?attachment_id=212

Riccardo Gatani

Tribuno del Popolo

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