Verso lo sciopero sociale del 14 novembreTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Verso lo sciopero sociale del 14 novembre

Verso lo sciopero sociale del 14 novembre

Ci si prepara allo sciopero “sociale” del 14 novembre, ovvero uno sciopero che coinvolgerà non solo i lavoratori ma anche precari e semplici cittadini. Una mobilitazione di massa contro le politiche del governo Renzi e dell’Ue cui prenderanno parte anche i Cub, Usi e l’Adl Cobas. Ieri alle Officine Zero a Roma si è tenuto il primo “Strike Meeting” per fare il punto delle iniziative in vista del 14 novembre. 

Il 14 novembre lo “sciopero sociale” potrebbe essere più ampio del previsto diventando così una opportunità preziosa per tutti quei cittadini che, per vari motivi, si vogliono opporre alle politiche del governo Renzi e dell’Ue. Venersì 14 novembre ci sarà uno sciopero generale di tutto il lavoro dipendente pubblico e privato, uno sciopero dichiarato da Cub, Usi e Adl Cobas che, in una nota, hanno detto che promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali“. Ma non ci saranno naturalmente solo Cobas e simpatizzanti in piazza dal momento che sin dall’inizio hanno aderito anche centri sociali, cittadini, curiosi e precari. Scenderanno in piazza anche e soprattutto molti lavoratori “autonomi”, molti giovani delle partite Iva e soprattutto migliaia e migliaia di precari e lavoratori che non hanno nemmeno un contratto. I motivi della protesta sono presto detti, non si è più disposti ad accettare le insensate politiche di austerità europee e del governo Renzi, e in particolar modo si vuole additare il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18 come un vulnus per il nostro Paese. Non solo, sono ormai anni che si va avanti con la precarietà sistemica e le privatizzazioni, eppure non solo non si intravede una inversione di tendenza, ma sembra che Renzi voglia dare una ulteriore accelerata. Gli organizzatori dello sciopero chiedono l’abolizione della Legge Fornero, pensioni adeguate per tutti e anche un reddito minimo garantito, come chiarito in una nota dei Cobas: “Respingiamo il miserabile ricatto del governo Renzi che, mentre promette fantomatici nuovi diritti a chi non ne ha, vuole levare quei pochi rimasti ai lavoratori/trici, aizzando una competizione spietata tra giovani e meno giovani, tra ‘stabili’ e precari, vendendo fumo in perfetto stile berlusconiano per nascondere il fallimento delle politiche di austerità, che invece di diminuire il debito pubblico lo hanno aumentato, e di precarietà/flessibilità estrema del lavoro, che, lungi dal ridurre la disoccupazione, la stanno portando a livelli record“. Insomma il 14 novembre sarà una giornata campale e si svolgeranno cortei a livello regionale e provinciale, ma anche picchetti, sit-in e mobilitazioni dalla mattina alla sera. Intanto a Roma ieri mattina alle Officine Zero  la coalizione di reti sociali, movimenti, sindacati di base che poco più di un mese fa hanno realizzato un primo “Strike Meeting”, hanno provato a fare il punto sulla convocazione e le modalità dello sciopero del prossimo 14 novembre. 

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