Verso un mondo multipolare? Purtroppo non sarà così sempliceTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Verso un mondo multipolare? Purtroppo non sarà così semplice

Dopo lo storico discorso di Putin e la presa di coscienza da parte di Obama presso l’Assemblea dell’Onu che gli Stati Uniti non possono più gestire da soli i problemi del mondo, siamo forse di fronte alla fine del mondo unipolare? Forse, ma il passaggio a un mondo multi-polare non avverrà senza brutali scossoni.

“Gli Stati Uniti non possono risolvere da soli i problemi del mondo”, lo ha detto un nervoso Obama nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu a New York, la stessa sede dove nelle scorse ore ha parlato anche Vladimir Putin. In molti hanno visto una sorta di passo indietro da parte degli Stati Uniti, che evidentemente si rendono conto di non avere più i mezzi e la forza di intervenire ovunque nel mondo, in realtà potrebbe trattarsi di qualcosa di molto più complesso. Innanzitutto sarebbe un errore pensare che gli Stati Uniti abbiano anche solo mai avuto interesse a risolvere i problemi del mondo, infatti anche in passato gli Usa hanno orientato la propria politica estera solo e unicamente al conseguimento dei propri interessi. Non a caso nel corso del XX secolo gli Stati Uniti  si sono alleati in chiave antisovietica con le forze colonialiste e reazionarie in gran parte del Terzo Mondo, eppure la lotta contro la schiavitù e l’oppressione coloniale non rientrava teoricamente nella carta dell’Onu?

In realtà Obama ha semplicemente reso noto ciò che in realtà è sotto gli occhi di tutti da più di dieci anni, ovvero che il mondo è in una fase di trasformazione e sta passando velocemente da “unipolare” a “multipolare”. In realtà forse davvero unipolare non lo è mai stato, ma dopo la dissoluzione dell’Urss in molti negli Stati Uniti hanno pensato seriamente che cominciasse un secolo di egemonia incontrastata americana. Da un lato però la Cina sta bruciando le tappe, dall’altro la Russia ha inaugurato un nuovo periodo dopo quello di Eiltsin che ha messo seriamente a rischio le mire egemoniche degli Stati Uniti. Dunque l’instabilità di questi anni, dalla Libia fino all’Iraq, all’Afghanistan e alla Siria andrebbe letta non tanto come una complessità che rende impossibile agli Usa intervenire quanto un risultato dei goffi tentativi americani di rimandare l’inevitabile declino delle loro mire egemoniche sul mondo.

Si sta quindi finalmente realmente trasformando in un sistema internazionale multipolare, e questo è sicuramente molto positivo, tuttavia questo passaggio non avverrà di certo in modo indolore dal momento che gli Stati Uniti tenteranno ancora in molti modi di rimandare l’inevitabile. Quanto successo in Ucraina ad esempio ha mostrato come gli Stati Uniti siano ancora coinvolti in tentativi di destabilizzazione di quelli che considerano i propri rivali geopolitici, e questo avviene perchè a Washington evidentemente qualcuno ancora si illude che i tempi non siano cambiati. I Brics, la cooperazione russo-cinese e il rinnovato ruolo internazionale di Putin e della Russia ci indicano però che un cambiamento straordinario è in atto, e forze ormai è troppo tardi per impedirlo.

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