Via i precari per abolire il precariato. E' la ricetta Renzi-GianniniTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Via i precari per abolire il precariato. E’ la ricetta Renzi-Giannini

Renzi ha promesso una riforma della scuola e il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha promesso di portare avanti due obiettivi: il merito degli insegnanti e l’eliminazione del precariato. Fin qui tutti d’accordo, peccato che la Giannini voglia eliminare il precariato eliminando le supplenze…

Risolvere il problema del precariato eliminandolo alla radice. Uno potrebbe anche essere d’accordo peccato che non si stia parlando delle cause del precariato ma dei precari stessi che, secondo la mente geniale del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini potrebbero essere eliminati nel vero senso della parola. Ma andiamo con ordine e torniamo per un attimo a Matteo Renzi e alle sue riforme conclamate e promesse. La Giannini ha promesso di riportare alla ribalta il merito per quanto riguarda i docenti e di eliminare il precariato, due visioni condivisibili, peccato che sia il modo con cui si vogliono raggiungere questi obiettivi a lasciare perplessi. Il ministro Giannini infatti vorrebbe eliminare il precariato semplicemente eliminando le supplenze. Sulla carta questa intenzione potrebbe anche essere valutata come lodevole, peccato che gli insegnanti siano essere umani in carne e ossa, non semplici numeri che si possono aggiungere o depennare a piacimento. E qui subentra la genialità della Giannini che ha pensato bene di eliminare le supplenze aumentando gli orari di lavoro degli insegnanti. Avete capito bene, i supplenti non ci saranno più ma in caso di assenze prolungate le classi verranno assegnate a docenti già in servizio, con orari dei professori che salirebbero quindi da 19 a 25 ore, senza contare ovviamente le ore dedicate alla correzione dei compiti, all’aggiornamento, al colloquio con i genitori, agli scrutini e ai collegi docenti. E non casualmente la Giannini ha spiegato il tutto proprio di fronte alla platea di Rimini di Comunione e Liberazione, lasciando intuire che le scuole saranno costrette a fare gli straordinari per coprire i buchi di organico. Ma quale sarà il criterio per stabilire il merito? Ovviamente i presidi che diventeranno per l’occasione “manager” dal momento che la cessione di sovranità avviene sul piano semantico. Questi manager dovranno scegliere un gruppo di docenti a disposizione nel personale scolastico, con il risultato che ogni scuola deciderà a piacimento.Insomma il governo Renzi porta avanti una lotta al precariato ante litteram, che propone di eliminare fisicamente dal lavoro i precari. In questo modo, una volta mandati a casa i supplenti, si potrà ben dire che i precari non ci sono più.

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