"Via la divisa". Manifestazione a FerraraTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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“Via la divisa”. Manifestazione a Ferrara

Domani, 15 febbraio a Ferrara, l’associazione Federico Aldrovandi ha indetto una manifestazione nazionale per chiedere che gli agenti condannati per l’omicidio del ragazzo siano destituiti.

Fonte: Oltremedianews

Domani una manifestazione nazionale, intitolata ‘Via la divisa’, “per chiedere la destituzione dei quattro poliziotti condannati” in seguito alla morte di Federico Aldrovandi, ucciso nel 2005 durante un controllo di Polizia.
A indirla, il 15 febbraio a Ferrara, l”Associazione Federico Aldrovandi’.

Tra le richieste: la democratizzazione delle forze dell’ordine; l’introduzione del numero identificativo per gli appartenenti delle forze dell’ordine; l’introduzione del reato di tortura.

“Quello che mi interessa”, ha dichiarato la madre di Federico, “è che quei quattro non svolgano più il lavoro che facevano prima, che non possano più nuocere”.

Gli agenti sono stati sospesi dal servizio per 6 mesi. Per il ministero quelli che il procuratore generale in Cassazione ha definito “schegge impazzite” e che hanno “bastonato di brutto per mezz’ora” un diciottenne incensurato, disarmato e che non stava commettendo alcun reato, hanno compiuto violazioni “riconducibili alla disciplina normativa – contenuta nel decreto del Presidente della Repubblica n. 737 del 1981 – relativa ai casi di negligenza in servizio di particolare gravità e di comportamento non conforme al decoro delle funzioni degli appartenenti ai ruoli dell’amministrazione della pubblica sicurezza”.
Nonostante ciò, la legge 121 del 1981, quella istitutiva del Corpo della Polizia di Stato, è piuttosto stringente: la destituzione (la sanzione disciplinare massima) non è prevista per reati colposi. Nelle maglie dell’articolo 70 però (punto 7, comma 2) si ammette la destituzione in “per mancanze la cui gravità, desunta dalla specie o dalla reiterazione dei comportamenti in contrasto con i doveri e le esigenze del servizio di Polizia, renda incompatibile la permanenza del responsabile nell’Amministrazione della pubblica sicurezza

Il Viminale poi, nella risposta scritta, ricorda che “tre degli agenti sono stati trasferiti, per motivi di opportunità e di incompatibilità ambientale, a seguito della pronuncia di condanna di primo grado emessa dal tribunale di Ferrara nel 2009, mentre l’assistente capo Monica Segatto era già stata trasferita a domanda prima di quel verdetto.

Purtroppo quello di Federico è solo uno dei tanti casi di morte per mano dello “Stato”. Stefano, Giuseppe, Aldo, Gabriele, Carlo, Manuel, Marcello, Niki, Michele. Bisogna tutelare chi potrebbe, ancora una volta, essere colpito da una mano, o peggio, da un manganello o da una pistola, di qualche esaltato.

Nicola Gesualdo
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