Viaggio ad Exarchia, il quartiere ribelle di AteneTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Viaggio ad Exarchia, il quartiere ribelle di Atene

La Grecia è un paese cambiato, in peggio. Con l’emergere della crisi lo stesso tessuto urbano delle città elleniche si è andato modificando, adattandosi alle nuove usanze dei greci ai tempi della crisi. Esiste un quartiere però, all’interno di Atene, che mantiene le sue peculiarità.

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Exarchia, il quartiere anarchico di Atene, la crisi non è mai arrivata, usi e costumi degli abitanti sono rimasti gli stessi, così come la rabbia e la voglia di rivalsa dei suoi abitanti. Il confine del quartiere “anarchico” di Atene è una strada, una semplice strada che divide il quartiere dagli angoli affollati di bar e negozi all’ultima moda, dove turisti e greci abbienti sono usi passeggiare il sabato pomeriggio.

Gli abitanti parlano di Exarchia come di un “quartiere isola”, una sorta di mondo a parte, una nicchia all’interno del ventre pulsante della chiassosa e vivace Atene.Un quartiere composto da piccole stradine, quasi dei piccoli cunicoli scavati nei palazzi, circondati da muri completamente rivestiti da scritte di ogni tipo. Exarchia infatti è il “paradiso” dei writers, un luogo dove i giovani ateniesi si ritrovano la sera per bere insieme una birra e partecipare del fermento artistico e culturale della città Exarchia è sicuramente il quartiere più vivace di tutta la Grecia, un luogo dove le idee crescono e si sviluppano,e dove i giovani possono confrontarsi parlando di arte, musica, e perchè no, anche di politica.

Passeggiando per le strette strade del quartiere è possibile notare tutt’intorno ogni genere di scritta, simboli politici come falci e martello e la A di anarchia, oppure sigle, graffiti, stencyls, un vero e proprio caleidoscopio di colori e simboli che rende impossibile annoiarsi ad Exarchia. Nel quartiere è tutto un nascere di collettivi, gruppi universitari e di giovani, che amano discutere fino a tardi, anche all’aperto. La polizia, per una volta, resta sullo sfondo, si limita a montare la guardia intorno al perimetro del quartiere, e non entra quasi mai all’interno. Exarchia infatti sembra quasi una città nella città, con le sue leggi e la propria gerarchia, un mondo parallelo anche se intersecato in qualche modo con l’Atene che conosciamo.

Exarchia comunque non è un semplice quartiere, è qualcosa di più, è un pezzo di storia all’interno di una metropoli che di storia se ne intende. La storia del quartiere anarchico risale agli anni Settanta, quando al potere della Grecia si trovava il Regime dei Colonnelli. A quell’epoca uno dei centri di opposizione al potere militare era situato proprio nel Politecnico Atene, all’interno del quartiere di Exarchia. Un giorno i colonnelli mandarono la polizia a sedare una rivolta nel quartiere, e vi furono ore di intensa guerriglia urbana che coinvolsero centinaia di giovani e studenti. Un quartiere, quello di Exarchia, dove si respira aria di dissenso e rivolta sociale. Basti pensare al 2008, quando un ragazzo di 16 anni di nome Alexandros Grigoropoulos venne ucciso con un colpo di pistola sparato da un poliziotto. Quel giorno a Exarchia tutti scesero per le strade, e gli anarchici greci finirono su tutte le prime pagine d’Europa.

Con la crisi comunque, qualcosa è cambiato anche qui, dove di solito tutto rimane uguale. Passeggiando per le strade del quartiere si notano infatti decine di case abbandonate, e decine di persone, ormai prive di occupazione e di una dimora, che dormono in strada. Exarchia è un quartiere ospitale dove tutti troveranno un anfratto dove rifugiarsi, e dove molti hanno cominciato a occupare le case abbandonate, pur di avere un tetto sulla testa.Ma se qualcuno chiede agli abitanti del quartiere cosa è cambiato dalla crisi a oggi, quasi tutti risponderanno: “nulla. La crisi ci fa infuriare, ma noi siamo sempre stati arrabbiati“.

D.C.

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