Vigili e assenteismo. Un altro punto di vistaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Vigili e assenteismo. Un altro punto di vista

Si è fatto un gran parlare della vicenda dei vigili urbani di Roma assurti a paradigma dell’assenteismo per via dei permessi presi nella notte di Capodanno. Peccato che i casi sospetti fossero 42 e non 835. E il sospetto è che sia stato scelto come caso per estendere il Jobsact anche ai dipendenti pubblici. 

In queste ore la vicenda dell’assenteismo nella notte di Capodanno dei vigili urbani di Roma ha guadagnato le prime pagine dei giornali e tutti, dagli intellettuali ai politici, dichiarano a mezzo stampa il proprio sdegno e la propria vergogna. Come spesso accade quando capitano queste cose ogni forza politica cerca di trarne un vantaggio in termini di propaganda, e infatti Renzi è stato uno dei più attivi nel dichiararsi sdegnato e nel promettere riforme, magari estendendo il JobsAct anche al pubblico impiego. Quale scusa migliore per inserire nel dibattito proprio questo aspetto se non quella dei vigili nullafacenti che truffano la mutua per starsene a casa a Capodanno? Tutto troppo facile, quasi scontato, non fosse che i giornali hanno emesso verdetti di colpevolezza prima di sentire le campane in questione. Avrebbero scoperto che a Roma i vigili sono in agitazione assieme ad altri dipendenti comunali da oltre un mese e che proprio i vigili urbani accusano il sindaco di Roma Marino di non essersi mai presentato agli incontri con i sindacati. Non solo, a gennaio sarebbe entrato in vigore un nuovo contratto che diminuisce lo stipendio a tutti come ha spiegato tale “David” scrivendo una accorata lettera al blog Stati Generali. Ma David nella sua lettera secondo noi forse coglie il vero nocciolo del problema quando al termine della sua lettera ha scritto: “E per giustificare questa disorganizzazione figlia della presunzione e dell‘arroganza, per giustificare l’aver tenuto le persone in servizio appiedato 19 ore, non si é trovato di meglio che sparare cifre a capocchia sui malati. 835, come ripreso anche dal premier. Solo che in quel numero c’erano anche ferie, riposi, maternità, donazioni….. Oggi si parla di 42 casi sospetti, non 835. Ma per estendere il Jobs act ai pubblici dipendenti 835 suona meglio. Anche evitare di parlare della protesta è meglio. Perché twittare dalla pista di Courmayeur è scomodo, bisogna essere sintetici.

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