"Vogliono mettere al bando il Partito Comunista di Ucraina, perché dice la verità al popolo”Tribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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“Vogliono mettere al bando il Partito Comunista di Ucraina, perché dice la verità al popolo”

In conseguenza del cambio di potere nel paese, così come delle operazioni militari nel Donbass, gli ucraini sono sempre più preoccupati per la quantità di gravi problemi economico-sociali che devono affrontare. Così nel paese è cresciuto il divario tra i salari, le pensioni, gli stipendi e i prezzi dei prodotti alimentari e le tariffe per i servizi. Gli ucraini si sentono sempre più insicuri e incerti sul proprio futuro. Allo stesso tempo, il Parlamento non sembra avere alcuna fretta di di esaminare e adottare il pacchetto di misure anti-crisi, composto di 150 proposte di legge di carattere sociale, proposto dal Partito Comunista di Ucraina (KPU). Inoltre, alla vigilia delle elezioni per la Rada Suprema, annunciate dal presidente Petro Poroshenko per il prossimo autunno, le autorità stanno cercando di vietare l’attività delle forze politiche, che difendono gli interessi dei cittadini. Su come uscire dalla crisi sociale e sul perché il potere combatte il KPU, GolosUa (link) ha intervistato il leader del Partito Comunista di Ucraina, Petro Simonenko.

Piotr Nikolaevich, perché mentre sul territorio dell’Ucraina si svolgono azioni militari, il potere intraprende iniziative per proibire il Partito Comunista?

- E’ evidente che, di giorno in giorno, la situazione in Ucraina si inasprisce e assume una dimensione catastrofica. Continua una guerra terribile, che provoca un massiccio spargimento di sangue, distrugge villaggi e città, annienta le imprese industriali. Già oggi registriamo più di 500.000 rifugiati, la maggioranza dei quali è costituita da giovani che lavorano. In Ucraina la produzione è in drastico calo, così come le entrate di bilancio.

Grazie ai nuovi protocolli firmati con il FMI, crescono gli obblighi del paese nei confronti dell’Europa. Questo porta a un enorme aumento dei prezzi e delle tariffe.

Cercano di vietare il KPU, perché noi diciamo la verità al popolo. Il partito ha dichiarato con chiarezza che il Majdan non ha raggiunto i suoi scopi, ma che è stato manipolato da coloro che, al posto di una squadra di oligarchi ne hanno portato al potere un’altra. E il fatto che ai vertici siano arrivati dei miliardari è un’altra prova di come stanno le cose. Il Majdan non ha risolto i problemi della corruzione, dell’arbitrio e dell’illegalità, che continuano a prosperare e a rafforzarsi nella nostra esistenza. A dirigere ora ci sono padrini e miliardari.

Così, sul Majdan dicevano: “via la Banda!”. Gli oligarchi della banda di Yanukovich si sarebbero dovuti rimuovere per essere sostituiti da rappresentanti del popolo. Ma al potere si trovano di nuovo gli oligarchi, che hanno preso con loro come complici gli appartenenti alla stessa banda che si voleva espellere sul Majdan.

Così, 70 uomini del gruppo parlamentare del Partito delle Regioni ora sono al servizio degli interessi del nuovo potere. Ciò dà ragione di credere che l’attuale regime, formato da oligarchi, che si porta appresso come complici nazionalisti filo-fascisti, si sia insediato alla fine come regime nazional -fascista. Stanno conducendo una lotta contro il dissenso, cercando di vietare al Partito Comunista di esprimere il proprio punto di vista. E’ imposto il terrore fisico e morale allo scopo di intimidire i comunisti. La libertà di parola è solo declamata, mentre a molti giornali è imposta la più rigida censura ed i giornalisti subiscono pressioni. A passi accelerati l’Ucraina si sta avviando verso la dittatura.

E nel momento in cui l’Ucraina è investita da una grave tragedia, il KPU ha assunto una ferma posizione di principio in merito a tutte quante le minacce alla sicurezza del paese.

- Quali misure propone il Partito Comunista per uscire dalla situazione di crisi che si è manifestata in Ucraina?

- Primo: il Partito Comunista difende l’integrità territoriale del paese, comprendendo che la guerra, in cui l’ucraino uccide un altro ucraino, rappresenta una tragedia per l’intero popolo del nostro paese. Per questo insistiamo sulla cessazione delle attività militari.

Secondo: allo scopo di preservare l’integrità territoriale ed escludere fenomeni centrifughi, insistiamo sulla ripresa dei negoziati.

In terzo luogo, insistiamo sul fatto che siano prese misure per la difesa degli interessi degli ucraini. Stiamo parlando del pacchetto di 150 progetti di legge, presentati dal KPU in parlamento. In particolare, si tratta del ritorno alla proprietà statale dei settori di base dell’industria e delle imprese più grandi. Chiediamo anche di cancellare l’imposta sul valore aggiunto e di sostituirla con un’imposta sulle vendite. Inoltre, il Partito Comunista insiste sulla necessità di assumere decisioni riguardanti il sistema bancario, attraverso la concessione di crediti al 3-5% a chi realmente produce in Ucraina.

Il Partito intende tutelare lo spazio economico per i produttori ucraini, perché oggi il 70-80% del mercato ucraino è rappresentato da prodotti di fabbricazione straniera. Ciò significa che il produttore ucraino non è in grado di vendere da nessuna parte la propria produzione, che non riesce a fare ingresso in altri mercati che tengano conto degli standard e delle esigenze occidentali in fatto di produzione. Il Partito Comunista esige la tutela dei diritti sociali dei cittadini e un adeguamento di salari, pensioni e stipendi al livello dei prezzi.

Siamo indignati per l’ultima legge che consente la privatizzazione da parte dell’Europa e dell’America delle vie ucraine di trasporto del gas e che, di fatto, esclude il loro utilizzo per gli interessi nazionali. Così, abbiamo suggerito le misure necessarie al superamento della crisi e la risoluzione di molti problemi sociali.

- Le azioni del governo tese a vietare determinate forze politiche in Ucraina non sono forse legate alle imminenti elezioni parlamentari?

- In tali circostanze il governo sta cercando attraverso la rete giudiziaria sotto il suo controllo di privare i cittadini dell’Ucraina dei loro difensori politici in parlamento, per fare in modo che nessuno difenda più gli interessi dei semplici lavoratori e che nel potere sia rappresentato unicamente il grande capitale, che sostiene l’attuale regime.

- Petr Nikolaevich, già nel 1991 ci fu il tentativo di proibire l’attività del KPU. Per quale motivo?

- Allora cercarono di incolpare il Partito Comunista di Ucraina di una sua partecipazione al GKCP, il Comitato Statale per lo Stato di Emergenza (che assunse il potere nell’agosto 1991 con un colpo di mano che ebbe l’effetto di spianare la strada al trionfo del movimento controrivoluzionario guidato da Boris Eltsin, con la conseguente immediata messa fuori legge del Partito Comunista, ndt). In tal modo, una ristretta cerchia di persone – i 20 del Presidium della Rada Suprema – in flagrante violazione della legge, senza l’approvazione della sessione plenaria, prese la decisione di proibire l’attività del Partito Comunista. Dopo 10 anni la Corte Costituzionale dell’Ucraina ha stabilito che si è trattato di una decisione arbitraria. Perché il KPU non aveva nessun rapporto con il GKCP.

Ma la gente arrivata al potere oggi vuole usare il clima di psicosi collettiva, creato da mezzi di informazioni posti sotto controllo, e scaricare tutta la responsabilità dello sviluppo degli avvenimenti in Ucraina sulle spalle del Partito Comunista. Però, il popolo dell’Ucraina prima o poi dovrà ricevere risposte a tutte le sue domande: chi ha dato l’ordine di iniziare la guerra, di massacrare persone a Odessa… Condizionati dal terrore molti cittadini dell’Ucraina non comprendono cosa sta succedendo.

- Quali misure sta prendendo il KPU in difesa dei propri diritti? Vi siete rivolti alle organizzazioni europee per i diritti umani?

- Su questo sta già lavorando un gruppo di avvocati. In generale, siamo pienamente in grado di affrontare il processo in corso. Ma comprendiamo benissimo con quale sede di giudizio abbiamo a che fare e come potrebbe sentenziare. Gli interessi del partito saranno difesi anche da rappresentanti degli stati europei. Naturalmente, ci appelleremo alla Corte Europea per i diritti dell’uomo, poiché in caso di proibizione del KPU verrebbe gravemente violato il diritto dell’uomo all’attività politica.

- Il partito può contare sul sostegno delle sinistre europee, che hanno condannato l’iniziativa delle autorità ucraine in merito alla proibizione del KPU?

- Speriamo in un sostegno delle sinistre europee nel Parlamento del Consiglio d’Europa. Il KPU conta sull’appoggio della parte progressista dell’Europa, che è anche preoccupata dell’arrivo al potere di organizzazioni filo-fasciste. I deputati del Parlamento Europeo esprimono queste posizioni anche nei parlamenti nazionali.

Ricordate l’intervento di uno dei deputati del Bundestag che ha indirizzato obiezioni e critiche alla signora Merkel. Il deputato ha dichiarato che la Germania non deve ripetere gli errori compiuti negli anni 40, quando venne scatenata la Seconda Guerra Mondiale e dilagò il fascismo, portando tanto dolore. E il 27 febbraio il Consiglio d’Europa è intervenuto ufficialmente contro il tentativo di vietare il KPU e di proibire la sua attività. Questa posizione è stata fissata in una risoluzione del Consiglio d ‘Europa.

- In che modo il KPU collabora con le sinistre europee?

- Vi è un continuo scambio di opinioni, un dialogo, indirizzato a risolvere i problemi. L’ambito di cooperazione è ampio, ad iniziare dalla partecipazione ad iniziative tematiche. Così, abbiamo preso parte ad una di queste iniziative a Bruxelles il 6-7 giugno, in cui è intervenuto il deputato del KPU Serghey Gordenko. Inoltre, Olga Vladimirovna Levchenko il 28-29 giugno ha partecipato ad iniziative a Dortmund e a Bruxelles.

Gli avvocati europei difenderanno il Partito Comunista di Ucraina dalle minacce di scioglimento

Intervista a Petro Simonenko | da www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it

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