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mercoledì , 24 maggio 2017
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Voilà la Grève!

Voilà la Grève!

 La manifestazione nazionale dei tre maggiori sindacati del Belgio, prevista per ieri a Bruxelles, è stata un successo.

Dalle 10 del mattino fino alle 15 di ieri pomeriggio è stato un susseguirsi di cori, di slogan,  di comizi, di musica e , naturalmente, il tradizionale lancio di petardi e mortaretti che hanno accompagnato i manifestanti durante il percorso del corteo.

Rispetto alle 40000 dell’anno scorso, più di 120000 persone hanno sfilato per le vie del centro della capitale belga, lanciando un messaggio forte e chiaro contro il nuovo piano di austerity previsto dal nuovo governo federale di Charles Michel. Sintomo che la situazione economica belga si è molto deteriorata? Decisamente sì.

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Il nuovo governo, sulla falsariga del precedente, ha ulteriormente indisposto nei propri confronti i lavoratori belgi.

La promessa di alzare ulteriormente l’età pensionabile, di cancellare la scala mobile (a proposito di scala mobile…vogliamo scommettere che i paesi europei con lo stato sociale più forte adeguano i loro salari all’inflazione? noi, invece, da quanti anni ce la siamo fatta togliere?),  di tagliare sulla sicurezza sociale  e sanitaria, di privatizzare interi servizi pubblici, hanno compattato le maggiori rappresentanze sindacali e le forze politiche della sinistra radicale attorno a un’ unica piattaforma di lotta.

L’attacco alla classe lavoratrice, al diritto di sciopero, al sussidio di disoccupazione in nome di competitività e pareggio di bilancio, hanno scaldato gli animi della protesta.

Ma la resistenza contro il nuovo piano di austerità varato dal Belgio non è la sola ragione della lotta. Il nuovo accordo transatlantico di libero scambio (TTIP), negoziato in modo tutt’altro che trasparente, andrà ad accentuare ancora di più la concorrenza/competitività tra i lavoratori su scala globale, interferirà fortemente con l’agricoltura locale, segnerà la fine dei servizi pubblici e libererà dal controllo democratico le multinazionali.

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“Non à un accord de gouvernement antisocial, inéquitable et injuste qui veut nous dépouiller !” No a un accordo di governo anti-sociale, iniquo e ingiusto che ci vuole spogli!

“Eliminate the causes of the crisis, not the poor!” Eliminare le cause della crisi, non i poveri! e “Hands off the pension age!” Lasciateci arrivare all’età pensionabile!

A queste parole d’ordine, il fronte sindacale unito (CSC, FGTB, CGSLB) farà seguire una serie di scioperi localizzati nelle diverse province: Liège, Luxembourg, Limbourg e Anvers il 24 novembre; Namur, Hainaut, Fiandre orientale e occidentale la settimana seguente; Bruxelles e Brabant l’ 8 dicembre. Tutte le azioni delle prossime settimane saranno le tappe che porteranno allo Sciopero Generale previsto per il 15 dicembre e alla grande giornata di mobilitazione e di lotta del 19 dicembre con il Block European Summit.

Proprio in conclusione del corteo si sono verificati violenti scontri tra la polizia federale belga e un  gruppo nutrito di manifestanti parecchio arrabbiati. L’agenzia di stampa Reuters riporta un bilancio di 16 agenti contusi, di un non precisato numero di feriti trasportati in ospedale. Non è stato fornito il numero dei manifestanti arrestati.

Andrea Stratta, inviato da Bruxelles

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