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giovedì , 19 gennaio 2017
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Voto Utile. Smascheriamo un inganno

In vista delle elezioni del 24 febbraio il Pd sta già cominciando a invocare il famigerato “voto utile” per scongiurare il successo della lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Vediamo il perchè, secondo noi, si tratta di un vero e proprio inganno. 

ingroia

Quando qualcuno ricorre all’invito al “voto utile” ci si trova di fronte a un gravissimo vulnus del funzionamento della democrazia. La democrazia e i partiti infatti, dovrebbero servire ai cittadini per scegliere il movimento che meglio rappresenta le proprie idee per rappresentarle poi in Parlamento. Si tratta sostanzialmente di “delegare” a qualcuno la propria partecipazione politica, e secondo noi èiù partiti ci sono più ogni cittadino ha la possibilità di scegliere qualcuno che realmente rappresenta le proprie idee. Per questo motivo ogni appello al “voto utile” suona quasi come una sconfitta della democrazia, come un ulteriore passo verso il modello americano, un modello che, secondo il nostro umilissimo parere, rappresenta l’esatto contrario del sistema che i nostri padri fondatori della Repubblica hanno voluto edificare. Inoltre il Pd parla di voto utile, ma voto utile per chi? Per la sinistra? Per l’Italia? A noi sembra un voto utile solamente al centrosinistra, un centrosinistra che ha già fatto ampiamente capire di voler convergere al centro con Mario Monti e il suo movimento. Un voto utile per chi dunque? Per i giovani? Noi pensiamo di no, non pensiamo che sia utile portare avanti le misure di austerity di Monti, e per quanto Fassina non sia Monti, appare chiaro che se il Pd dovesse venire a patti con il professore bocconiano, di certo prevarrebbero le teorie economiche di quest’ultimo.  Utile per la sinistra? Non pensiamo, dal momento che la sinistra viene vista come un anatema proprio da quel centro verso il quale il Pd sta convergendo. Riteniamo invece che votare Rivoluzione Civile sia un voto utile alla democrazia, un voto utile per tornare a mostrare alla classe politica di questo Paese che gli italiani hanno nuovamente voglia di tornare a fare politica, quella vera, quella delle idee e non della delega in bianco a personaggi che poi, sottobanco, decidono le idee autorizzate e non autorizzate a entrare sul tavolo della politica. E con la Bce che ammonisce l’Italia dicendo che l’incertezza politica allontana gli investimenti, non deve trarre in inganno. Non è possibile che la sovranità di questo Paese venga messa in discussione dalla minaccia della fuga di capitali, non è possibile che una svolta a sinistra venga preclusa da un veto internazionale. Per questo e per mille altre motivi, noi voteremo in modo utile, per noi stessi e per l’Italia, Rivoluzione Civile.

Il Tribuno

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