Washington e il "Divide et Impera" globale per mantenere la supremaziaTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Washington e il “Divide et Impera” globale per mantenere la supremazia

I rapporti tra Mosca e Washington sono ai minimi storici e Nato e Russia hanno ormai cominciato esercitazioni militari ai rispettivi confini al punto che dal Baltico fino al Bosforo sembra essere calata una nuova cortina di ferro. E mentre la Russia risponde alle sanzioni dell’Occidente con altre sanzioni, a Washington la ricetta per il predominio globale sembra essere sempre la stessa: “Divide et Impera”. 

Secondo diversi analisti siamo di fronte a una riedizione della Guerra Fredda nel XXI secolo. Gli attori sono sempre gli stessi, gli Stati Uniti da un lato, la Russia post-sovietica dall’altro, con l’Europa in mezzo che entrambi gli attori vorrebbero tirare per la giacca dalla propria parte. Tutto lascia presumere che siamo di fronte a un nuovo periodo di contrapposizione tra blocchi, e infatti il caso dell’Ucraina ci ha dimostrato in modo tangibile come le sfere di influenze dell’ “Occidente” a guida americana e della Russia siano arrivate a un punto di contatto e quindi di non ritorno. La Nato del resto non avrebbe dovuto spingersi fino ai confini della Russia, questo almeno era il tacito accordo che si era raggiunto con la caduta dell’Urss, un accordo che evidentemente a Washington non hanno preso molto sul serio dal momento che dai paesi baltici fino al Bosforo la Nato ha sistemato degli apparati difensivi che minano sostanzialmente la capacità difensiva della Federazione Russa. In Ucraina si è raggiunto il punto X con la Casa Bianca che, destabilizzando il governo di Yanukovich, ha favorito l’installarsi di una Giunta che ha foraggiato una guerra civile contro i suoi stessi cittadini nel Donbass, accusando al contrario la Russia di avere mire espansionistiche in Ucraina del tutto prive di fondamento. Gli Stati Uniti starebbero sostanzialmente utilizzando la tattica di sempre, quella del “Divide et Impera”, ovvero di indebolire gli avversari geopolitici mettendoli gli uni contro gli altri. L’obiettivo principale degli Usa è quello di ritardare il loro declino inevitabile sabotando la formazione dell’ Eurasia, di quel corridoio di cooperazione internazionale che va da Lisbona fino a Vladivostok, una cooperazione che relegherebbe inevitabilmente gli Stati Uniti non più al ruolo di leader globali nell’immediato futuro. Ecco il motivo per cui gli Stati Uniti creano zizzania tra Mosca e Bruxelles, il loro proposito è esattamente lo stesso di sempre: evitare l’alleanza Europa-Russia. Per farlo ogni cosa è lecita, dal raccontare bugie fino all’attaccare in modo personale Putin e i membri del Cremlino, fino a utilizzare rivoluzioni colorate, guerre civili, sanzioni economiche e commerciali o pressioni militari. Per farlo sono state fomentate divisioni in ogni modo, nei paesi baltici tra non russi e russi, in Ucraina tra ucraini e russi, nel mondo islamico tra Sciiti e Sunniti e così via. Viceversa gli Stati Uniti appaiono monolitici e soprattutto fermi nella loro volontà di provarle tutte pur di non abdicare dal ruolo di signori del mondo. In questo si può anche leggere l’accordo nucleare raggiunto tra la Casa Bianca e Teheran, si può leggere sia nell’ottica di allontanare l’Iran da Mosca, sia nell’0ttica di controbilanciare Netanyahu che non sarebbe simpatico a Obama. Insomma siamo di fronte a una Guerra Fredda 2.0 con gli Stati Uniti che utilizzano ogni mezzo in loro mano per mettere gli europei contro i russi e avvantaggiarsene. Del resto uno dei timori atavici della cancelleria americana è l’alleanza tra Germania e Russia, non a caso dopo la Seconda Guerra Mondiale la Germania per tutto il corso della Guerra Fredda rimase uno dei punti nevralgici dove era alto il rischio di una escalation.

Gracchus Babeuf

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