We Need u LandiniTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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We need you, Landini

“Serve un partito del lavoro, nel senso che è troppo tempo ormai che la politica non lo rappresenta più”. E se fosse il numero uno della Fiom il leader vero e credibile del nuovo cantiere che sta nascendo a sinistra?

I lavori inizieranno ufficialmente l’11 maggio con la manifestazione aperta e plurale lanciata da Sel a Santi Apostoli. Ma da lì in poi bisognerà trovare una figura credibile, competente, spendibile e capace di suscitare consenso, che sia disposta a mettersi a capo di questo nuovo progetto politico.Guarda caso il profilo di Maurizio Landini. Un sindacalista che conosce bene i problemi del mondo del lavoro e dei lavoratori ma che ha saputo costruire risposte a questi temi senza trincerarsi nel fortino dell’autoreferenzialità, scegliendo semmai un sentiero che legasse i temi del lavoro a quelli dei saperi, dei diritti, della democrazia e dei beni comuni, in un’ottica di cambiamento globale della società attuale, in cui magari la politica torni ad essere il motore attivo di questo cambiamento.

Un profilo sindacale ma mai solo tale. Ecco perché accanto alle dure sconfitte che la Fiom è stata costretta a subire nelle fabbriche (e all’assenza vergognosa di democrazia per i suoi iscritti), Landini è stato bravissimo a rilanciare il ruolo “politico” (nel suo significato più puro) della Fiom all’interno della società, aprendosi a relazioni continue coi movimenti referendari per i beni comuni o con le varie anime del movimento studentesco, proponendo dibattiti d’avanguardia paragonati alla miseria del confronto politico odierno (come i seminari di Bologna e Firenze) e avanzando proposte assai coraggiose per un sindacato metalmeccanico – come il reddito garantito e il salario orario minimo.

Con Barca che ancora non mostra le sue carte e Vendola logorato dagli ultimi esiti della coalizione di centrosinistra, il futuro leader di questo nascituro soggetto “laburista” potrebbe essere davvero l’ex tornitore emiliano. Intanto, dopo l’11 maggio, ci sarà il 18 la manifestazione nazionale della Fiom a Roma. Nelle prossime settimane vedremo, quindi, se la sinistra italiana saprà uscire dall’angolo di questi ultimi anni e costruire un nuovo pensiero forte capace di coniugare consenso ed emozioni collettive oppure, banalmente, no. Ma le idee da sole non bastano. Quello che è mancato davvero alla sinistra italiana di questi ultimi trent’ anni è stato un leader carismatico, non divenuto tale per “intrighi di palazzo” o lotte intestine più o meno fratricide.

In sintesi, abbiamo bisogno di un capo, possibilmente che al cashmere preferisca la maglia della salute e alle divisioni l’unità. Un curriculum, forse, quasi impossibile a sinistra. O forse no.

Gianpiero Cesario

Fonte: Sinistradigoverno

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