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sabato , 27 maggio 2017
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Why so choosy? Jatevenne!

Il grido degli studenti napoletani contro i tagli e la politica di austerity.

Fonte: OLTREMEDIANEWS

Dura la vita da ministro. Aveva ragione Elsa Fornero quando, non molti giorni fa, rispondeva ai giornalisti che la incalzavano con domande riguardanti la drastica riduzione dei fondi per l’assistenza ai disabili. Tanto più dura, poi, se di fronte ci sono migliaia di studenti schizzinosi che invece di continuare a raccogliere briciole (caso fortunato, peraltro), rivendicano un futuro. Il loro futuro.

Pioggia di petardi, sassi e bottiglie, cassonetti ribaltati e saracinesche dei negozi abbassate. Questo lo scenario, e a fare da sfondo una città bella e complicata: Napoli.

È qui che è andata in scena l’ennesima puntata di guerriglia urbana tra manifestanti e forze dell’ordine, in occasione del vertice intergovernativo tra Italia e Germania dedicato all’apprendistato e all’occupazione dei giovani.

Il ministro del lavoro Elsa Fornero si trovava nel capoluogo campano per un convegno con la collega tedesca Ursula von der Lyden e il ministro Francesco Profumo. Gli studenti sono scesi in piazza per protestare contro i tagli e la politica di austerity al grido di “Why so choosy? Jatevenne!”, tema scelto dagli universitari in aperta polemica con la Fornero. La manifestazione è degenerata dopo l’alt imposto dalle forze di polizia a piazzale Tecchio, quartiere Fuorigrotta, dopo che gli studenti hanno forzato il blocco e hanno lanciato pietre, mazze e bottiglie.

“Ho scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo a una città dove il problema del giovani è molto forte”, ha detto il ministro, che ha aggiunto : ”bisogna puntare sull’apprendistato, che vuol dire apprendere perché a volte quando si esce dalla scuola e si va in una azienda si può avere un momento di difficoltà”.

Intanto, secondo gli organizzatori del corteo anti precariato, sono oltre venti le persone rimaste ferite negli scontri. “Hanno lanciato lacrimogeni ad altezza uomo - sostengono - e a uno studente universitario di 19 anni hanno spaccato tutti i denti”.

Napoli non è stata la sola protagonista della giornata di ieri. Le proteste, infatti, hanno interessato tutta Italia e gli studenti sono scesi in piazza in una ventina di città per manifestare contro i tagli all’istruzione del governo Monti nei confronti del mondo della scuola. Roma, Milano, Torino, Bologna, Palermo e Pisa: in centinaia sono scesi nelle piazze per fare sentire la propria voce e manifestare il proprio dissenso.

“La nostra generazione scende in piazza contro questo governo e contro l’Unione Europea, che assieme privano milioni di giovani del diritto all’istruzione, al lavoro e al futuro” hanno spiegato i leader dei comitati studenteschi. Dopo anni di tagli non c’è alcuna intenzione di tornare a investire nella scuola pubblica”, sono le accuse degli studenti che poi affermano:Questa è solo la prima di una serie di mobilitazioni”.

“No ddl Profumo, fuori banche e aziende dalle scuole, saperi per tutti, privilegi per nessuno”, “contro crisi e austerità riprendiamoci scuola e città”, “siete bravi solo a tagliare, la riforma fatela davvero libri di testo a costo zero”, “nessuna fiducia nella casta”. Sono alcuni degli slogan comparsi nelle piazze.

Come detto, non sono mancati i momenti di tensione. A Torino il corteo formato da studenti delle scuole superiori e universitari si è diretto verso il Miur, dove ha fatto esplodere dei petardi in cortile, per poi continuare la protesta per le vie della città. Le forze dell’ordine hanno bloccato la manifestazione e dopo lanci di uova e vernice, gli agenti hanno caricatodiverse volte. Il bilancio è di quindici ragazzi fermati e di una ventina di ragazzi contusi.

Nella Capitale diverse decine di manifestanti hanno tentato di forzare un blocco creato dalle forze dell’ordine ma sono stati respinti con una breve carica di alleggerimento. I tafferugli, avvenuti davanti Porta Portese, sono durati solo alcuni minuti.

Tensione anche a Milano, quando un troncone del corteo degli studenti si è diretto verso la sede della Regione Lombardia. Qui hanno iniziato a lanciare alcune uova, sassi e fumogeni, tentando poi di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per arrivare al nuovo palazzo della Lombardia. A questo punto è partita la carica di alleggerimento.

La protesta va avanti e gli studenti, ormai da giorni, stanno occupando i vari istituti contro l’approvazione del ddl  Aprea sull’autonomia della scuola, accusato non solo di minacciare le pari opportunità rendendo gli istituti troppo simili a industrie e troppo diversi tra loro, ma anche reo di minacciare i diritti degli studenti. In altre parole, il diritto di rappresentanza degli studenti in Consiglio d’Istituto potrebbe essere eliminato del tutto escludendo definitivamente i ragazzi dai luoghi decisionali delle loro scuole.

Tutto assume un’importanza maggiore in vista dello sciopero di mercoledì 14 novembre, in cui i sindacati del vecchio continente scenderanno in piazza contro le politiche di austerity e le ricette liberiste.

La libertà è partecipazione”, cantava Giorgio Gaber. In tanti stanno partecipando.
Serena Tanzi

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