WikiLeaks: Arabia Saudita e Ankara armarono 30.000 guerriglieri contro DamascoTribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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WikiLeaks: Arabia Saudita e Ankara armarono 30.000 guerriglieri contro Damasco

Grazie a WikiLeaks e al suo prezioso lavoro arrivano finalmente notizie che spiegano che cosa è successo in Siria nel 2012. Secondo un documento di WikiLeaks risalente al 2012 e tirato fuori dall’agenzia libanese Al-Akhbar, Arabia Saudita e Turchia finanziarono e armarono oltre 30.000 guerriglieri per portare al collasso del governo siriano di Assad.

L’agenzia di stampa libanese al-Akhbar ha pubblicato un riferimento a un documento che era comparso sulle pagine web di WikiLeaks, il portale fondato da Julian Assange che ciclicamente pubblica documenti segreti e secretati aiutando così i cittadini a potersi fare un quadro della verità. In poche parole fin dal 2012 ci sarebbe stato un piano ben preciso elaborato dall’Arabia Saudita per fondare un comitato militare congiunto con Qatar e Turchia in modo da portare alla caduta del governo di Assad in Siria. A questo proposito i sauditi avrebbero pensato bene di armare qualcosa come 30.000 guerriglieri con l’aiuto della Turchia in modo da appoggiare con tutti i mezzi la destabilizzazione della Siria. Sin dal marzo del 2011 secondo i documenti di WikiLeaks, i sauditi avrebbero evidenziato con tutti i mezzi la necessità di fornire aiuti militari agli oppositori di Assad. A questo proposito ci sarebbe anche un documento datato 29 aprile del 2012 e recante la firma dell’ex direttore dell’Intelligence saudita Muqrin bin Abdulaziz Al Saud nel quale si esaltava in sostanza l’importanza di aiutare l’opposizione siriana contro Damasco con ogni mezzo.  Insomma ci sarebbe stato un vero e proprio accordo tra sauditi, turchi e Qatar per formare una sorta di comitato per coordinare gli sforzi contro la Siria.

I sauditi nei documenti avrebbero auspicato direttamente di aumentare i contatti con gli oppositori siriani per coordinare le loro fila e “accelerare la caduta del governo siriano“. Il timore dei sauditi era quello che la Russia impedisse la caduta di Damasco, per questo si auspicavano di mettere in campo subito grandi quantità di armi da mettere a disposizione dei miliziani attraverso i corridoi in Turchia, paese coinvolto in tutti i modi. Ma non solo, i sauditi avrebbero anche messo nero su bianco il loro timore per i successi dell’esercito siriano, con l’ambasciata saudita di Damasco che ha chiesto ufficialmente un aumento degli aiuti all’opposizione in Siria, Libano e Iraq. E che tra Turchia e Arabia Saudita ci sia un vero e proprio coordinamento costante circa la Siria lo si può facilmente arguire anche dal viaggio compiuto dal principe ereditario saudita Mohammad bin Nayef bin Abdulaziz Al Saud ad Ankara nel mese di aprile del 2015.

Fonti: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12105

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