Wikileaks. Onu dalla parte di Assange: "Detenzione ingiusta"Tribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Wikileaks. Onu dalla parte di Assange: “Detenzione ingiusta”

Il gruppo di lavoro Onu che era stato incaricato di dare un parere sulla situazione di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks costretto a vivere nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra da 4 anni per non consegnarsi alla polizia britannica, ha definito come “ingiusta detenzione” la sua situazione, riconoscendo così le sue ragioni. 

Julian Assange qualche tempo fa era sulle prime pagine di tutti i giornali. Il suo Wikileaks infatti era la notizia del momento e aveva fatto scalpore la fuga di Assange nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra, il luogo dove si è rifugiato ormai da quasi 4 anni per sfuggire alle grinfie della polizia britannica. Proprio il fondatore di Wikileaks in passato aveva detto in modo molto chiaro di essere pronto a farsi arrestare qualora l’ Onu avesse dato un parere sfavorevole alla sua situazione. E’accaduto però l’esatto contrario dato che il gruppo di lavoro Onu incaricato di dare un parere sulla situazione di Assange ha deciso di riconoscere le sue ragioni, come confermato dall’emittente britannica Bbc. Proprio il fondatore di Wikileaks in attesa del parere dell’Onu aveva rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla sua situazione: “Accetterò di essere arrestato domani dalle autorità britanniche se l’Onu si esprimerà contro di me. Se l’Onu dovesse annunciare che ho perso il mio caso contro Gran Bretagna e Svezia, uscirò dall’ambasciata a mezzogiorno di venerdì per accettare l’arresto da parte della Polizia britannica in quanto non ci sarebbe più una prospettiva di appello. Se tuttavia dovessi avere la meglio, mi aspetto l’immediata restituzione del mio passaporto e la fine di ulteriori tentativi di arrestarmi” (Fonte Wikileaks). Insomma un epilogo molto interessante della vicenda o solamente un nuovo capitolo? La sensazione è che indipendentemente dai giudizi dell’Onu, Assange dovrà continuare a rimanere nell’ambasciata dell’Ecuador per evitare l’arresto, dal momento che nessuno sembra volerlo “perdonare”, anzi.

Photo Credit

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top