Wikileaks spiega il "tranello" dei Panama PapersTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Wikileaks spiega il “tranello” dei Panama Papers

L’ennesimo scandalo mediatico, quello dei Panama Papers, ha permesso di pubblicare milioni di documenti che rivelano le attività di attività off shore controllate da politici e banche di tutto il mondo. Wikileaks ha però dimostrato come tale scandalo sia stato organizzato dalla Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) e finanziato dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale e dal fondo di Soros. 

In tanti ci avevano visto qualcosa di strano dietro lo scandalo dei cosiddetti “Panama Papers”, ovvero milioni di documenti che hanno reso note le attività di società off shore controllate da politici, Vip e banche di tutto il mondo. Aveva subito colpito il fatto che i media avessero incentrato i loro titoli tutti su Xi Jinping, Putin e Assad, guardacaso tutti i principali nemici della Casa Bianca, non a caso proprio il Cremlino aveva accusato gli Stati Uniti di aver utilizzato questo scandalo apposta per screditare il presidente russo. Ora Wikileaks di Julian Assange ha pubblicato qualcosa di molto interessante sulla vicenda:

Insomma Wikileaks sostiene senza mezzi termini che lo scandalo Panama Papers  ai danni di Vladimir Putin, il cui nome non compare negli 11,5 milioni di files pubblicati, sarebbe stato finanziato nientemeno che dal governo americano, per la precisione da USAID. In particolare Wikileaks a riguardo ha anche detto “Alcuni buoni giornalisti ma nessun modello di integrità”.

Insomma avete letto bene, il famoso International Consortium of Investigative Journalist, ovvero questo fantomatico gruppo di giornalisti “indipendenti” che ha pubblicato i Panama Papers sarebbe finanziata nientemeno che da Soros, e a dirlo non siamo noi ma lo stesso Wikileaks. Addirittura grottesca poi la dichiarazione fatta da Gerard Ryle, il direttore dell’organizzazione che ha rilasciato il Panama Papers (ICIJ): “l’organizzazione non ha in programma di rilasciare il completo set di dati , in stile WikiLeaks, che esporrebbe le informazioni sensibili di privati ​​innocenti insieme ai personaggi pubblici su cui il lavoro del gruppo si è focalizzato. Non siamo WikiLeaks. Stiamo cercando di dimostrare che il giornalismo può essere fatto in modo responsabile“. Sarà per questo che stranamente non è stato fatto nessun nome americano?

Tribuno del Popolo

 

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