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domenica , 28 maggio 2017
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Windjet, i dipendenti scrivono a Pulvirenti: “Ci crede ancora?”

I dipendenti di Windjet scrivono al presidente Antonio Pulvirenti della loro preoccupazione sul futuro della compagnia aerea. Domande sui piani industriali per i prossimi anni ma anche questioni rivolte a Crocetta su possibili finanziamenti regionali.

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Fonte: ZenzeroQuotidiano

Hanno unito le forze per comprare una pagina di un quotidiano e pubblicare una lettera aperta per ottenere risposte che fin’ora non sono arrivate: sono 101 dei 433 ex dipendenti della Windjet che dall’agosto scorso sono in cassa integrazione.

Si rivolgono al presidente Antonio Pulvirenti, che aveva promesso il rilancio dell’azienda entro il dicembre 2012, con la creazione della nuova società Newco e che avrebbe dovuto rimettere in corsa 4 airbus sotto il nuovo nome di Aero linee siciliane: “Presidente Pulvirenti crede ancora nella Windjet? Perché non riceviamo nessun aggiornamento sulla situazione adesso che la data della prevista ripartenza, il 5 dicembre 2012, è passata da più di due mesi?”.
Dal canto suo Pulvirenti, due giorni fa in una conferenza stampa, aveva annunciato in merito alla questione, telegrafico: “Per il momento non ci sono novità. Ma presto ce ne saranno, spero molto presto”.

L’azienda, lo ricordiamo, nata nel 2003 dalle ceneri della Air Sicilia per mano dello stesso Pulvirenti, garantiva, prima in Italia, voli low cost da Catania per tutta Europa ad un’utenza annua pari a circa 3 milioni di passeggeri. Nei primi anni, nonostante le lamentele dei viaggiatori per i ritardi dei voli e le denunce dei dipendenti riguardo a minacce e atteggiamenti antisindacali da parte della compagnia, tutto sembrava procedere per il meglio. I primi scricchiolii si manifestano a partire dal 2009, con un bilancio in rosso di 1,8 milioni di euro, aumentato nell’anno seguente a 3,1 milioni, nel 2011 a 10 milioni, fino al debito attuale di circa 180 milioni. Era poi subentrato nell’agosto scorso l’accordo con Alitalia che avrebbe dovuto garantire l’acquisizione della compagnia siciliana, salvandola così dal tracollo, saltato inesorabilmente a ridosso di ferragosto e lasciando letteralmente a terra centinaia di viaggiatori, costretti ad acquistare da altre compagnie biglietti dai costi ben più elevati.

Ma i dipendenti si rivolgono anche al Presidente Crocetta, in attesa di avere risposta sui fondi che la regione avrebbe dovuto stanziare a sostegno dell’impresa, chiedendo “se l’aiuto della Regione tramite l’Irfis ha delle fondamenta concrete” e se “la fattibilità in tempi ragionevoli è un’utopia”.
Una domanda, infine, anche per Vito Riggio, presidente dell’Enac, per sapere se “le nostre tratte verranno tutelate per aiutarci nella ripartenza o sono già alla mercè delle compagnie concorrenti di certo non siciliane”.
“Nonostante tutto – concludono gli ex dipendenti – noi crediamo ancora che molto presto potremo tornare a volare e ad augurare ai nostri passeggeri un felice soggiorno, ringraziandoli per aver scelto Wind Jet, la nostra e la loro compagnia”.

 Marco Salanitri 

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