World Press Photo 2013, la lotta del vivereTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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World Press Photo 2013, la lotta del vivere

Gaza Burial” di Paul Hansen vince il primo premio del World Press Photo Contest 2013 in mostra al Museo di Roma in Trastevere fino al 26 Maggio e alla Galleria Carla Sozzani di Milano fino al 2 giugno 2013. Tra i vincitori anche gli italiani Fabio Buciarelli, Vittore Buzzi, Paolo Patrizi, Paolo Pellegrin, Fausto Podavini e Alessio Romenzi.

Fonte: Oltremedianews

In questi giorni Roma e Milano accolgono la World Press Photo Foundation, un’organizzazione indipendente che promuove e sostiene la fotografia documentaria senza censura. Il premio in palio è uno dei piu ambiti del fotogiornalismo. L’ archivio fotografico dell’associazione racconta gli eventi e le storie più significative dell’attualità e descrive oltre mezzo secolo di storia contemporanea. Per la 56esima edizione del concorso hanno partecipato alla selezione ben 5.666 fotografi professionisti di 124 nazionalità diverse presentando complessivamente 103.481 foto. Vincitrice del primo premio è la fotografia scattata dallo svedese Paul Hansen, fotoreporter che ha immortalato una processione funebre in una strada di Gaza il 20 novembre 2012, giorno successivo a quello del raid missisilistico israeliano contro la città sotto il controllo di Hamas. Una foto commovente e tragica che porta ad una profonda riflessione sui diritti alla vita. Come si è espresso un membro della giuria internazionale, Mayu Mohanna, “La forza della foto si trova nel contrasto tra la rabbia e il dolore degli adulti da un lato, e l’innocenza dei bambini dall’altro” (“The strength of the pictures lies in the way it contrasts the anger and sorrow of the adults with the innocence of the children”). In generale l’intero filo conduttore di gran parte delle foto, premiate nelle categorie Spot e General News, è il conflitto siriano. Tra le macerie di guerra un uomo lancia una granata dal tetto di un palazzo in rovina nella citta’ di Aleppo: si tratta della foto “Battle to death” di Fabio Bucciarelli, vincitrice del secondo posto nella categoria Notizie Generali. Sempre ad Aleppo, in un nascondiglio, sono rifugiati due militanti dell’Esercito Siriano Libero (ESL) che nel momento di tensione piu estrema sembrano essere sostenuti e guidati dairaggi di luce che penetrano attraverso la saracinesca trivellata dai proiettili (“Siege of Aleppo” di Javier Manzano, terzo posto nella medesima categoria).

La mostra fornisce la drammatica panoramica di un mondo eroso dal Male, dalla violenza, dalla malattia e dall’emarginazione, ma porta con sé anche un messaggio di speranza, la  stessa speranza che anima le donne della squadra femminile nazionale di basket in Somalia, che ogni giorno rischiano la propria vita affrontando i divieti dei gruppi radicalisti islamici ancora presenti nella capitale Mogadishu (“I just want to dunk” di Jan Grarup, primo premio reportage della categoria Sport), insieme ai sentimenti di amore e solidarietà raccontati da Fausto Podavini nelle istantanee della vita di una coppia afflitta dal morbo dell’Alzheimer (primo premio, categoria Daily Life).

Luisa Lupo

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