Yemen: crisi dimenticataTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Yemen: crisi dimenticata

Da un po’ di tempo non giungono molte notizie da una delle crisi, che insieme a quella siriana e quella libica, attanagliano il mondo arabo : ovvero quella yemenita. Il paese ormai si trova da circa un anno in stato di guerra civile, con due governi che si fronteggiano: quello riconosciuto internazionalmente del presidente Hadi ( ex vicepresidente dell’ex presidente Saleh, cacciato nel 2012 nel vortice delle primavere arabe), sostenuto da uno schieramento guidato dall’Arabia Saudita; quello del cosiddetto “ comitato rivoluzionario” costituito dal movimento degli Houthi ( in arabo “partigiani di Dio”), e guidato da Mohammed Ali al-Houthi , sostenuto proprio dall’ex presidente Saleh.

Poi c’è da dire che la natura tribale dello Yemen e il forte movimento secessionista del sud ( che si richiama alla ex repubblica democratica popolare dello Yemen), fanno il resto. Inoltre il paese, unificato nel 1990, ha già subito una guerra civile nel 1994, ma anche dalla fine di quella non è mai stato unito veramente. Bisogna aggiungere che il movimento secessionista del sud, nell’attuale guerra civile, sostiene il governo di Hadi.

Però non bisogna dimenticare la presenza dei gruppi terroristici Al Qaida e l’ ISIS, che rendono ancora più complicata la situazione : in particolare quest’ultimo controlla alcune province del paese, ha proclamato guerra contro il movimento degli Huthi ( che è di matrice sciita zaydita) e realizzato alcuni attentati nelle moschee di San’a. Quindi, una vera polveriera, in cui gli Stati Uniti sono intervenuti con bombardamenti aerei per distruggere le postazioni di Al Qaida nella zona. Ma bisogna dire che quest’ultimi, durante le manifestazioni del 2011 che hanno portato alle dimissioni di Saleh, si sono dimostrati molto cauti e hanno lasciato ai sauditi il compito di operare una transizione politica controllata, che però non ha dato i frutti sperati, gettando il paese nel caos.

Infatti, i sauditi sono intervenuti militarmente, con bombardamenti aerei, per sostenere il governo di Hadi, con uno schieramento comprendente soprattutto i paesi del golfo persico, più Egitto e Giordania. Le cifre parlano di circa 2000 vittime civili secondo fonti anti saudite, mentre il governo di Riad parla di circa 1641 civili yemeniti uccisi. Inoltre, c’è da aggiungere danni immani alle infrastrutture, soprattutto nella capitale San’a. Bisogna inoltre dire che la situazione umanitaria, secondo OCHA ( l’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell’ONU) è gravissima, con circa l’ 80% della popolazione che necessita aiuto. Anche l’ UNICEF parla di circa 115 bambini uccisi nei bombardamenti.

La situazione risulta ancora molto complicata, e nonostante la richiesta delle Nazioni Unite di un cessate il fuoco, è lungi dall’essere risolta.

Photo Credit

Andrea Costanzo

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