Yemen. E' emergenza umanitariaTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Yemen. E’ emergenza umanitaria

La situazione in #Yemen dopo diverse settimane di bombardamenti da parte dell’Arabia Saudita è drammatica dal punto di vista umanitario. Nel Paese mancano beni essenziali come cibo e acqua e le Nazioni Unite continuano a mantenere l’embargo sugli Houthi, impedendo che arrivino spedizioni di beni nel Paese. 

Sono ormai passate diverse settimane da quando la coalizione a guida saudita ha cominciato i suoi bombardamenti sullo #Yemen a seguito della rivolta degli Houthi contro il presidente Hadi, costretto a fuggire all’estero e a chiedere l’aiuto dell’Arabia Saudita. Hadi era considerato una sorta di fantoccio degli interessi sauditi e occidentali in Yemen, e a seguito della sua cacciata è esplosa nel Paese una vera e propria guerra civile aggravata dai bombardamenti della coalizione che hanno distrutto infrastrutture e diverse città, uccidendo diverse centinaia di civili. Ora la situazione dal punto di vista umanitario è diventata drammatica sotto diversi punti di vista, e lo stesso inviato delle Nazioni Unite in Yemen, parlando alla riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha ammonito come l’embargo imposto dalla comunità internazionale al Paese per colpire gli Houthi stia in realtà danneggiando in modo molto serio la popolazione civile, impedendo l’arrivo di aiuti umanitari. A oggi ci sarebbero diversi carichi di cibo e aiuti umanitari destinati allo Yemen che continuano ad aspettare di poter fare il loro ingresso nei porti del paese, ma i sauditi continuano a rifiutarsi di far entrare qualsiasi nave nei porti controllati dalle milizie Houthi. Secondo le Nazioni Unite ci sarebbero tre navi in attesa a Hodeida, con una di esse che avrebbe nella stiva qualcosa come 13.500 tonnellate di riso. Altre sei navi trasportano benzina e materiali di costruzione e starebbero ugualmente aspettando il via libera nei pressi del porto di Salifa. Insomma lo Yemen è un paese in ginocchio, ancor più che Sanaa importa circa il 90% delle proprie scorte alimentari via mare, quindi ben si può comprendere come l’embargo stia colpendo la popolazione civile. Solo nel mese di aprile secondo la reuters almeno cinque navi mercantili hanno visto negarsi il permesso a entrare nei porti, e solo due di loro alla fine sono state autorizzate a scaricare il loro carico. Nei giorni scorsi i sauditi hanno anche impedito ad alcuni cargo aerei iraniani di aiuti di raggiungere lo Yemen, e sono stati costretti a tornare indietro scatenando le proteste del ministero degli Esteri iraniano. Ma non è solo il cibo a mancare, anche gli ospedali starebbero soffrendo la situazione di guerra con un bisogno crescente di carburante e combustibile e con una inflazione galoppante che sta riguardando diversi prodotti di prima necessità come le medicine, il cui prezzo secondo le Nazioni Unite sarebbe aumentato del 300% in poco tempo. Sulla base di una stima superficiale almeno 12 milioni di persone avrebbero immediato bisogno di aiuto, la fotografia di una situazione umanitaria catastrofica e che potrebbe anche peggiorare nei prossimi giorni. In questo senso si è esposta anche la Croce Rosse Internazionale per bocca della sua portavoce, Marie Claire Feghali, che ha spiegato: “Già era abbastanza difficile prima, ma ora non ci sono semplicemente parole per come si sta mettendo male“. Inoltre a spaventare la comunità internazionale è soprattutto la mancanza di acqua, ancor più che lo Yemen è un paese per la maggior parte desertico. Il tema dell’acqua è un tema molto sentito e infatti secondo diversi analisti la rivolta contro il presidente Hadi sarebbe nata anche a seguito del taglio delle risorse nel settore. I bombardamenti contro lo Yemen sono cominciati il 26 marzo, e dopo oltre un mese di guerra si sono contati almeno 1000 morti di cui almeno la metà civili e 115 bambini (dati Unicef).

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