Yemen, la guerra "scomoda" si combatte anche con armi italianeTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Yemen, la guerra “scomoda” si combatte anche con armi italiane

Yemen, la guerra “scomoda” si combatte anche con armi italiane

Di Yemen si parla sempre poco come se dopotutto fosse una guerra marginale, eppure si tratta di una guerra civile feroce, strategica e che soprattutto ci riguarda da vicino dato che a quanto sembra nel conflitto vengono utilizzate bombe e sistemi italiani da parte dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati per spezzare la resistenza delle milizie sciite Houthi, sotto attacco da quasi cinque mesi. La denuncia arriva da Amnesty International ma anche dall’Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di difesa e sicurezza di Brescia. 

Lo Yemen è noto per essere considerato un paese bellissimo e di cultura raffinata e antichissima. Negli ultimi mesi però lo Yemen ha guadagnato spazio nei giornali a causa della feroce guerra civile esplosa a seguito dell’insurrezione guidata dalle milizie sciite Houthi che hanno preso il potere deponendo il presidente Mansour Hadi che chiaramente ha reagito non riconoscendo il colpo di stato e proclamando Aden la nuova capitale del Paese mentre gli sciiti occupavano Sanaa. Da allora l’Arabia Saudita ha messo su una colazione per sconfiggere i ribelli sciiti e ha cominciato terribili bombardamenti a tappeto su tutto il paese che hanno provocato centinaia di lutti tra la popolazione civile. Poi la guerra civile yemenita è uscita dai radar dei media, impegnati invece a diffondere notizie su Isis e Siria, ma questo non significa che si sia abbassata di intensità.

L’ Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di difesa e sicurezza (Opal) di Brescia, Amnesty International Italia e la Rete Italiana per il Disarmo (Rid) hanno deciso però di prendere l’iniziativa e di chiedere ufficialmente al presidente del Consiglio Matteo Renzi di fermare l’invio di bombe e sistemi militari italiani ai paesi che fanno parte della coalizione saudita contro gli Houthi. La coalizione saudita bombarda dall’alto ormai da diversi mesi le città dello Yemen e secondo stime del tutto parziali delle Nazioni Unite nel conflitto in corso sarebbero già morte qualcosa come 4000 persone. Non solo, la guerra ha provocato anche un milione di profughi, oltre ventimila feriti e ventuno milioni di persone che necessiterebbero di aiuti umanitari più o meno urgenti. Per non parlare delle infrastrutture distrutte dalle bombe che lasciano milioni di persone senza cibo, acqua e medicinali. Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio di Brescia, ha detto senza mezzi termini che il governo italiano continua a inviare sistemi militari alla coalizione saudita che anzi userebbe anche armi italiane per la sua guerra.

“Quello dello Yemen è un conflitto che si svolge nel completo disprezzo del diritto internazionale umanitario. Abbiamo denunciato a più riprese come gli attacchi da terra degli Houti e delle milizie loro alleate e, soprattutto, gli attacchi aerei della coalizione a guida saudita, spesso indiscriminati e diretti contro centri abitati e obiettivi privi d’interesse militare, costituiscano crimini di guerra su cui è necessario che le Nazioni Unite istituiscano al più presto una commissione internazionale d’inchiesta”  ha sottolineato con una nota  Amnesty International Italia. Eppure non sembra che il problema dello Yemen smuova le coscienze già peraltro ampiamente intorpidite.

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