Zanonato e la "sorpresa" del governo Letta: “Aumento Iva inevitabile”Tribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Zanonato e la “sorpresa” del governo Letta: “Aumento Iva inevitabile”

Zanonato e la “sorpresa” del governo Letta: “Aumento Iva inevitabile”

Il Ministro Zanonato:”Aumento Iva inevitabile”. Ma la Confesercenti risponde: “Si affaccia sull’Iva l’ipotesi di un breve rinvio”.

Fonte: Oltremedianews

“Fra 16 giorni senza che il governo faccia nulla, visto che e’ stato un provvedimento già deciso dal precedente esecutivo, noi avremo l’Iva aumentata di un punto dal 21 al 22%. Lo ho già detto nella mia assemblea più difficile, quella della Confcommercio e lo dico ora. In questo momento soldi per evitare l’aumento dell’Iva nel bilancio dello stato non ce ne sono” dice Flavio Zanonato, Ministro dello sviluppo economico, rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa nella puntata di Porta a Porta.

Parole che gelano il sangue di quei pochi che credono nel governo Letta. Pochi visto il dato dell’astensionismo che, elezione dopo elezione, continua a salire.

Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha chiarito che lo stop costerebbe 2 miliardi quest’anno e 4 nel 2014. Dunque servono compensazioni “di estrema severità al momento non rinvenibili”. Il governo sta “studiando ogni tipo di soluzione” tra cui anche l’eliminazione dell’incremento dell’Iva del prossimo luglio o per rinviare l’innalzamento per un periodo di tre mesi, ha detto il titolare del Tesoro.

Dopo pochi mesi dall’insediamento del nuovo governo e, soprattutto dalle promesse di abolizione dell’Imu, ecco arrivare la prima vera notiziona: Aumento dell’Iva al 22%.

“Il primo semestre ha mostrato un quadro peggiore, quindi siamo di fronte a una decrescita ancora seria e a dati negativi per le imposte e in particolare per l’Iva”, ha spiegato. Ma d’altra parte l’Iva “e’ stata fondamentale per l’uscita dalla procedura europea di disavanzo eccessivo”. Le associazioni dei commercianti continuano a chiedere lo stop della tassazione, altrimenti i consumi non ripartiranno.

“Credo ancora che si possa evitare l’aumento dell’Iva, perché oggi viviamo uno dei momenti più difficili della vita economico sociale del nostro Paese” e “un nuovo aumento significherebbe non sollecitare la domanda interna ma un ulteriore rallentamento”, ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. ”Mi batterò con tutte le forze della ragione”, ha sottolineato. “Si affaccia sull’Iva l’ipotesi di un breve rinvio. Una simile decisione non solo non risolverà alcun problema ma aggraverà sicuramente la crisi dei consumi perché con l’incertezza peggioreranno le aspettative di imprese e famiglie. Serve una decisione coraggiosa, ovvero uno stop definitivo all’aumento”, ha commentato Confesercenti.

Per Confindustria invece la priorità è un’altra: “Non siamo favorevoli a un aumento dell’Iva, ma dobbiamo dire chiaro che l’intervento prioritario deve essere fatto, pur con le poche risorse disponibili, per ridurre il costo del lavoro”, ha detto il leader degli industriali, Giorgio Squinzi. Abbiamo “il cuneo fiscale al 53%, il piu’ elevato dei paesi Ocse, e’ li’ che dobbiamo intervenire”, ha aggiunto. Ieri intanto la Bce ha promosso l’Italia sui conti ma ha avvertito che permangono rischi. Il nostro Paese fa parte dei soli sei paesi dell’Eurozona il cui deficit non e’ salito sopra il 3% del Pil nel 2012, rispettando quindi i parametri del Patto di Stabilita’ Ue, sottolinea l’Eurotower nel suo bollettino mensile.

Gli altri cinque membri del ‘club dei virtuosi’ sono Germania, Estonia, Lussemburgo, Austria e Finlandia. L’Italia, ha ricordato Francoforte, e’ pero’ anche uno dei cinque paesi che ha un debito pubblico prossimo o superiore al 100% del Pil (gli altri quattro sono Grecia, Belgio, Portogallo e Irlanda). Il nostro paese deve “attenersi con rigore al percorso di moderazione del disavanzo” programmato dal governo per il 2013 “al fine di ridurre al minimo il rischio che, nel prossimo futuro, venga superato di nuovo il valore di riferimento del 3% del Pil”. “Si tratta di una sfida cruciale per la politica di bilancio del nuovo governo”.

Scriveva Plutarco nei primi anni dopo Cristo qualcosa che è rimasto intatto nella storia, concetti che sembrano rispecchiare l’attuale società nonostante siano passati migliaia di anni. “I popoli per dissolutezza, o per mancanza di migliori amministratori, si affidano ai primi che capitano pur aborrendoli e disprezzandoli e poi si rallegrano dei motti scagliati contro di essi”. Sembra che tale concetto rispecchi la realtà dei fatti.

 Nicola Gesualdo

 

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