Zimbabwe. Robert Mugabe vince ancora e rimane al potere dopo 33 anniTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Zimbabwe. Robert Mugabe vince ancora e rimane al potere dopo 33 anni

Robert Mugabe ha vinto ancora ed è stato rieletto per il settimo mandato consecutivo. Il presidente dello Zimbabwe ora è al potere da oltre trentatrè anni. 

Un Paese tra le mani. E’ il caso di Robert Mugabe, rampante 89enne che è stato rieletto per il settimo mandato consecutivo, rimanendo al potere ininterrottamente da oltre trentatrè anni. Un personaggio controverso Mugabe, che ha segnato nel bene e nel male il destino del piccolo paese africano. Le elezioni di mercoledì scorso, che erano al contempo presidenziali, legislative e amministrative, oltre a sancire la vittoria scontata di Mugabe hanno anche conferito un potere indiscutibile al suo partito, che ora ha ottenuto almeno i due tersi dei seggi in Parlamento. Il rivale sconfitto, Morgan Tsvangirai, premier in seguito all’accordo che mise fine alla crisi del 2008, però non ha deciso di riconoscere la sua vittoria, e il suo partito ha deciso di rigettare il risultato e contestarlo nelle sedi giudiziarie adatte. La nostra è gente disciplinata: fosse un altro Paese, brucerebbero il palazzo. Non hanno scelto di agire così perché sanno che, in fin dei conti, non vogliamo soluzioni violente alla crisi”, ha detto arringando la folla, anche se gli osservatori dell’Unione Africana hanno ammesso che il voto sarebbe stato regolare. Unione Europea e Stati Uniti, guardacaso, hanno preso le distanze da un voto che ritengono  poco credibile. Mugabe infatti è un personaggio inviso all’Occidente per diversi motivi, e anche per questo lo Zimbabwe ha subito pesanti sanzioni. Mugabe ha promesso ai sostenitori del suo partito, lo ZANU-PF, la creazione di due milioni di posti di lavoro in cinque anni e di favorire la maggioranza nera nell’acquisizione del controllo delle imprese straniere presenti nel Paese. Parlando in un comizio Mugabe ha attaccato l’Occidente, “che sarebbe sorpreso del fatto che lo Zimbabwe non sia collassato sotto il peso delle pesanti sanzioni”. “Non crolleremo”, ha detto ancora, “Non crolleremo mai”. Mugabe negli ultimi dieci anni ha realizzato diverse espropriazioni di terreno ai danni dei proprietari terrieri bianchi, e anche per questo consistenti porzioni della società del paese africano hanno scelto lui. Per rispondere all’iperinflazione nel 2009, il governo ha smesso di stampare dollari zimbabwiani adottando come valuta di riferimento il dollaro statunitense, anche se questo non ha tranquillizzato gli investitori, o almeno non del tutto. L’analista politico Takura Zhangazha aveva sottolineato poco prima: “Una vittoria alle presidenziali di Mugabe significherebbe la prosecuzione dei problemi derivati dalle sanzioni economiche e dall’isolamento internazionale. Ci sono stati segnali da parte dell’Occidente per tornare a dialogare con lo Zimbabwe in materia di economia e investimenti, ma la condizione è che si svolgano elezioni libere e trasparenti”.

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