Zjuganov: “Gli estremisti del Majdan stanno incontrando la resistenza del popolo”Tribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Zjuganov: “Gli estremisti del Majdan stanno incontrando la resistenza del popolo”

“Nello sviluppo degli avvenimenti in Ucraina è avvenuto un cambiamento decisivo. Il Soviet Supremo della Crimea ha deciso l’ingresso della repubblica autonoma nella Russia. Noi siamo convinti che, nel corso del referendum del 16 marzo la popolazione della Crimea sosterrà questa decisione storica”.

Fonte: Marx21.it

Non è passato molto tempo da quando le forze neo-fasciste, che hanno sequestrato gli organi del potere durante il colpo di stato, hanno celebrato il loro trionfo. Oggi invece sono sulla difensiva, di fronte alla decisa resistenza delle masse popolari del sud est del paese e a una profonda crisi economica, ancor più aggravata dal Majdan.

Immersa nelle sue traversie, la cricca al potere deve solo incolpare sé stessa, non la “sinistra mano” di Mosca. Questo gruppo ha subito dato prova della sua russofobia nazista, cominciando a distruggere i monumenti a Lenin e ai soldati liberatori sovietici, abrogando la legge sullo status della lingua russa, inviando bande di teppisti nei centri industriali dell’est, con una popolazione che parla in prevalenza la lingua russa.

Incontrando la forte resistenza del popolo in Crimea, a Kharkov, Donetsk, Odessa, Dnepropetrovsk e in altre città, il vertice del potere a Kiev ha proceduto all’introduzione della dittatura diretta del grande capitale. Come governatori di varie regioni sono stati eletti gli oligarchi, che prima si nascondevano all’ombra dei politicanti delle varie “Patria”, “Colpo” e “Partito delle Regioni”.

Dell’evidente carattere di classe del nuovo potere testimonia, in particolare, il fatto che il Presidente del Congresso Ebraico Europeo I. Kolomoyski, nominato governatore della regione di Dnepropetrovsk, abbia finanziato, secondo la stampa, il gruppo filo-fascista e antisemita “Svoboda” (Libertà). Ciò conferma che l’oligarchia mondiale è pronta a fare affidamento sulla peggiore feccia nazista, per soffocare l’aspirazione del popolo alla giustizia sociale e alla restaurazione della storica unione dei popoli fratelli di Russia, Ucraina e Bielorussia.

La caratteristica principale dei discorsi rivoluzionari del popolo nel sud est dell’Ucraina e, soprattutto, in Crimea, consiste nel fatto che vengono indirizzati sia contro gli usurpatori del potere neofascisti a Kiev, strettamente legati al capitale transnazionale mondiale, che contro il clan oligarchico “di Donetsk” che ha imposto la sua politica e una dittatura economica in queste regioni.

Il PCFR respinge i tentativi di grande interferenza dell’Occidente negli affari interni dell’Ucraina. Siamo convinti che l’attuale crisi, che ha spinto questo paese sull’orlo della guerra civile fratricida, sia stata provocata in particolare dagli Stati Uniti e dai loro alleati, che da molto tempo aspirano ad allontanare l’Ucraina alla Russia, ad annetterla alla NATO, trasformandola in una colonia e in una piattaforma per l’aggressione militare contro il nostro paese.

L’ipocrisia dell’Occidente è racchiusa nel fatto che esso, da un lato, separa con la violenza la terra serba del Kosovo e Metohija attraverso l’aggressione diretta e la pulizia etnica. Dall’altra parte, cinicamente non riconosce l’espressione della volontà del popolo della Crimea e delle altre regioni che aspirano a riunirsi alla Russia. Non osando usare la forza militare, l’Occidente cerca di legare le mani alle forze anti-oligarchiche, filo-russe del sud est dell’Ucraina, inviandovi reparti di “intermediari”, “inviati speciali” e altri “costruttori di pace”.

Il PCFR sostiene le azioni delle autorità russe, accordando sostegno alle forze filo-russe del sud est dell’Ucraina e della Crimea. Noi crediamo che le misure adottate da Mosca contribuiscano alla difesa delle popolazioni di queste regioni. Tuttavia, facciamo notare che la politica della dirigenza della Federazione Russa in relazione all’Ucraina e alla popolazione che parla il russo è stata poco sistematica, affidata al caso, oppure è stata unicamente finalizzata a garantire il transito del nostro gas verso l’Europa. E’ necessaria una profonda revisione di questa politica. In particolare, è indispensabile attribuire ai nostri legami con il popolo fratello dell’Ucraina un carattere più completo. E’ necessario attivare la collaborazione nei settori dell’industria, della scienza, della cultura, dell’istruzione.

Il PCFR esprime la sua solidarietà a tutti i partecipanti alla resistenza popolare – russi, ucraini, persone di tutte le nazionalità, che sono scesi nelle strade in difesa delle loro città dai seguaci neonazisti di Bandera. Esprimiamo la nostra solidarietà ai comunisti dell’Ucraina, che hanno subito la violenza da parte degli estremisti del Majdan. Rileviamo con preoccupazione la crescente pressione sui partecipanti alla resistenza popolare, sulla popolazione russa e russofona, e la violenza esercitata nei loro confronti. Chiediamo di fermare l’arbitrio delle autorità illegittime di Kiev e la persecuzione dei sostenitori dell’amicizia con la Russia!

Siamo certi che le forze sane della società ucraina prevarranno e respingeranno gli eredi di Bandera nuovamente nel sottosuolo da cui sono usciti strisciando.

Il Presidente del CC del PCFR
G. A. Zjuganov

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