Grecia. Si vende tutto, dalle isole alle stradeTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Grecia. Si vende tutto, dalle isole alle strade

Si vende tutto in Grecia, dalle isole alle strade fino ad arrivare a porti e acquedotti. Si tratta di una delle più grandi privatizzazioni realizzate per ottemperare agli “obblighi” presi nei confronti di Ue, Bce e Fmi. 

Tutto è in vendita in Grecia, paese che è stato duramente colpito dalla crisi economica e soprattutto dalle misure di austerity del governo che ha dovuto fare cassa per ottemperare agli impegni, anzi ai vincoli, dell’ormai famosa Troika. Non basta la disoccupazione da record, non basta l’aumento della povertà e il ritorno dei neonazisti, ora si abbatte contro Atene anche la piaga delle privatizzazioni di massa che colpiscono ogni ambito, anche la vendita di isole, porti, aeroporti, strade e acquedotti. Dalle privatizzazioni, calcoli alla mano, devono essere recuperati non meno di 22,3 milioni di euro e il tutto entro il 2020. Non proprio bruscolini, anzi. Se poi si scorre velocemente la lunga lista dei beni censiti che dovranno essere messi in vendita, ecco che la lista comprende ben 38 aeroporti, 12 porti, una compagnia del gas e una elettrica, le ferrovie, le poste, ben quattro centri termali, un tratto di autostrada da 700 chilometri, l’Hellenic Petroleum, almeno cento porti turistici e infine anche un castello a Corfù e centinaia e centinaia di ettari di terreno sulle spiagge. Insomma, il territorio ellenico non sarà più tale e verrà letteralmente svenduto a privati, al punto che viene da pensare che fosse proprio questo l’obiettivo iniziale da conseguire sulla pelle dei greci.  A diffondere queste notizie preoccupanti il quotidiano della sinistra francese Liberation, ma purtroppo è tutto vero e lo si può verificare agilmente anche solo consultando brevemente il sito dell’Ente ellenico per la valorizzazione delle proprietà dello Stato (Taiped). Fortunatamente almeno la legge ellenica ha finora messo dei paletti sulla vendita di servizi essenziali per i cittadini, vedi la rete di acquedotti ellenica, ma il timore è prima o dopo si riesca a privatizzare anche lì. A buttarsi nel mercato greco anche la Cina, con Pechino che da tempi non sospetti ha detto di voler rilevare il Pireo, il porto di Atene che è anche tra i primi cento per traffico di container al mondo. 

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