Il vuoto ideologico e di valori alimenta il radicalismo religioso?Tribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Il vuoto ideologico e di valori alimenta il radicalismo religioso?

Il terribile massacro del #Bataclan e delle strade di Parigi riporta in prima pagina il problema del jihadismo e del fanatismo. Sarebbe importante capire che cosa possa spingere persone nate e cresciute in Occidente a farsi sedurre dalle sirene del terrorismo. E forse in quest’ottica potrebbe assumere un certo peso il vuoto ideologico e di valori di questi anni?  Il passaggio da lotta tra ideologie a lotta tra civiltà era peraltro già stato evocato da Samuel Huntington. 

La mia ipotesi è che la fonte di conflitto fondamentale del nuovo mondo in cui viviamo non sarà sostanzialmente nè ideologica nè economica. Le grandi divisioni dell’umanità e la fonte di conflitto principale saranno legate alla cultura. Gli Stati nazionali rimarranno gli attori principali nel contesto mondiale, ma i conflitti più importanti avranno luogo tra nazioni e gruppi di diverse civiltà. Lo scontro di civiltà dominerà la politica mondiale. Le linee di faglia tra le civiltà saranno le linee sulle quali si consumeranno le battaglie del futuro

Samuel P. Huntington

Fin quando si parla di jihadisti attivi in Siria o in Medio Oriente che sono ritornati in Europa il quadro appare se non altro lineare. Quando però si viene a sapere che nei commando dei terroristi che hanno realizzato l’orribile strage di Parigi c’erano probabilmente anche terroristi autoctoni, nati e cresciuti in Francia, è necessario porsi alcuni interrogativi se si vuole comprendere il fenomeno del terrorismo islamico.

Anche nel caso dello Charlie Hebdo si parlava di terroristi autoctoni, cittadini francesi a tutti gli effetti che per qualche motivo sono finiti nella spirale dello jihadismo internazionale arrivando persino ad accettare di sacrificare la propria vita e di compiere una strage di innocenti. Per comprendere cosa scatti nel cervello di queste persone occorre forse compiere uno sforzo e operare riflessioni di carattere sociologico.

Bisognerebbe chiedersi come mai dei ragazzi nati e cresciuti in Occidente a un certo punto della loro vita diventino ricettivi nei confronti della religione più estremista e al culto della morte. Noi non siamo nè psicologi nè sociologi tuttavia ci viene in mente che l’assenza di valori e di legami sociali possa spingere queste persone a una vita di odio e alienazione nelle periferie che li può portare a vivere in un vuoto di valori pericoloso. Giovani in questo stato, sbandati e magari ingannati da cattive amicizie possono arrivare persino a diventare dei terroristi islamici, ed è su questo che bisognerebbe interrogarsi.

Per evitare che fatti di questo tipo si ripetano bisognerebbe contrapporre qualcosa al vuoto siderale della nostra società dove sembra contare solo il consumismo edonistico e l’affermazione individualistica di se stessi, una società che non ha niente da offrire a chi rimane indietro, nemmeno la speranza. Un vuoto ideologico che in passato veniva in qualche modo riempito ma che oggi rischia di divenire un reale problema. Un vuoto ideologico che viene colmato inevitabilmente dalla religione e dal senso di appartenenza alla propria comunità di origine, sentimento che porta piuttosto che all’integrazione alla contrapposizione e al conflitto. Senza una narrazione laica capace di rispondere alle domande di chi rimane ai margini per diversi motivi il rischio è quello di creare una sorta di mare all’interno del quale i terroristi possono nuotare come pesci, alimentandosi del risentimento di intere fasce di popolazione nei confronti di una società che viene percepita come aliena e nemica piuttosto che come propria.

Da qui un’amara riflessione: se si distrugge ogni prospettiva razionale e laica di miglioramento della società, quale alternativa si lascerà a masse non scolarizzate ed escluse dal benessere se non il ricercare la consolazione nella religione o comunque nei valori della propria comunità d’origine? Ecco perchè l’integrazione, e soprattutto la scolarizzazione dovrebbero essere considerate armi importanti nella lotta al terrorismo religioso.

A questo proposito quasi un anno fa, nelle riflessioni successive all’attentato al Charlie Hebdo di Parigi, il sociologo Carlo Freccero si lasciava andare in una riflessione ardita ma per certi versi interessante: “Prima della caduta del Muro quei giovani potevano rivolgersi ai partiti di sinistra: dopo hanno trovato il vuoto, il nulla“, come a dire che dagli anni Novanta in poi la morte delle ideologie ha portato dalla lotta tra ideologie alla lotta tra civiltà. Essendo la società occidentale capitalistica divenuta non più modificabile dalla morte delle ideologie tale società può essere solo più accettate o respinta in toto, con l’ovvio risultato dell’alimentarsi di uno scontro tra civiltà, guardacaso il futuro del mondo post-ideologico già intravisto dal “visionario” Samuel Huntington che ipotizzò come gli scontri politico/ideologici del XX secolo avrebbero lasciato spazio agli scontri tra civiltà e religioni, proprio come accadeva prima dell’elaborazione di ideologie laiche e razionali avvenuta a partire dal XIX secolo.

@Gb

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top