Ucraina. I neonazisti ci sono davvero, non è stato un brutto sognoTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Ucraina. I neonazisti ci sono davvero, non è stato un brutto sogno

Pian piano tutti si accorgono che i neonazisti in Ucraina esistono davvero e non sono solamente uno spauracchio agitato per l’occasione. Europa e Stati Uniti sono schierati accanto a loro e all’assemblea generale dell’Onu i primi si sono astenuti e i secondi hanno votato “no” alla mozione russa per condannare i tentativi di glorificazione dell’ideologia nazista. Ecco un approfondimento sul risorgere del neonazismo sotto lo sguardo complice dell’Occidente…

Molti pseudointellettuali anche di sinistra quando in Ucraina è cominciata la rivolta del “Maidan” si sono schierati subito con la piazza vedendo in quella rivolta una sorta di rivoluzione romantica del popolo in armi che scende in piazza per scacciare il tiranno di turno. Sulla natura del “golpe”, perchè di questo si tratta, siamo già tornati, a cominciare dal ricordare come il presidente cacciato, Yanukovich, non fosse un generale che aveva preso il potere con le armi bensì un presidente che, con il suo partito delle Regioni, aveva vinto democraticamente le passate elezioni. Questo dato è stato semplicemente stralciato per giustificare il “regime change” che ha visto peraltro la partecipazione in prima fila di personaggi come John McCain che si è recato proprio in piazza Maidan per arringare la folla e spronarla ad andare oltre per conseguire il proprio obiettivo. In quei giorni abbiamo assistito a bande di neonazisti con i loro simboli in evidenza che hanno sparato sulla polizia, hanno occupato edifici pubblici, ucciso agenti di sicurezza ed oppositori politici impunemente. Il nemico sullo sfondo però era Vladimir Putin così in troppi non ci hanno voluto credere, hanno tentato di minimizzare non hanno voluto vedere i simboli del nazismo ripresentati nel 2014 come se nulla fosse. Eppure è così, e persino il ritratto di Stepan Bandera è stato “riabilitato”, l’eroe dei gruppi dell’estrema destra ucraina, un collaboratore delle Ss nella Seconda Guerra Mondiale responsabile dello sterminio di decine di migliaia di ebrei e oppositori del nazismo.

Insomma se il “cattivo” di turno è Vladimir Putin il mainstream ha avuto buon gioco a far passare l’Ucraina come un piccolo paese oppresso che non è disposto a farsi annettere dalla Russia. Così il mainstream ha gettato benzina sul fuoco della russofobia e per alcuni mesi si è assistito ad una autentica crociata antirussa. Tutte le notizie contrarie alla Giunta che ha preso il potere a Kiev con un vero e proprio golpe di piazza venivano sistematicamente oscurate dai canali dei media che contano, e anche la notizia ormai vecchia dell’intercettazione tra Catherine Ashton per l’Ue e il ministro degli Esteri estone Paes all’indomani della caduta di Yanukovich, nella quale si ammetteva sostanzialmente che erano stati i nazionalisti ucraini a dispiegare i cecchini, non è passata nelle prime pagine dei nostri telegiornali. E dire che proprio a causa dei cecchini che hanno sparato sulla folla il mondo si è indignato accettando la destituzione di Yanukovich, peraltro avvenuta al termine di una mediazione che prevedeva una transizione mai verificatesi. Insomma, pur di andare contro la Russia si è disposti, tranquillamente, ad allearsi anche con i neonazisti, e come non mettere insieme questa notizia con la mancata approvazione della risoluzione russa presso l’Assemblea delle Nazioni Unite della glorificazione del nazismo e del razzismo? In quel caso, guarda un pò, Stati Uniti, Canada e Ucraina hanno votato “no”, mentre l’Europa nel suo complesso si è vergognosamente astenuta sancendo quindi che il nazismo e il fascismo per l’Occidente non sono più il “male assoluto” bensì un soggetto come tanti altri con cui eventualmente allearsi per conseguire i propri obiettivi.

Dei ventitrè milioni di soldati russi morti nella Seconda Guerra Mondiale per fermare il Terzo Reich si parlava già poco prima, figurarsi ora, in un periodo dove secondo chi ci governa il nazismo e il comunismo sono la stessa cosa, e non si può andare contro uno senza andare anche contro l’altro. Nel dubbio quindi meglio non condannare il nazismo, anche perchè in Ucraina la rivalutazione del neonazismo va fortissimo. Il sito canadese Global Research a questo proposito ha scritto diversi articoli nei quali spiega come i neonazisti siano stati non solo tollerati, ma anche utilizzati “finanziati, premiati con cariche parlamentari, ministeriali e non solo. E’ quel che accade in Ucraina come, a un anno dalla cosiddetta “rivolta di Maidan” e in coincidenza col voto all’ONU, documentano svariati post” (Fonte La Stampa). Insomma un finanziamento e un appoggio alla luce del sole, con membri dell’estrema destra ultranazionalista che erano in prima fila nei giorni della rivolta del Maidan, un appoggio che ha portato al diretto ingresso proprio dei neonazisti all’interno del nuovo governo nato al posto di quello di Yanukovich. Tra loro Andry Parubiy, segretario  del Consiglio Ucraino di Difesa e Sicurezza Nazionale, ex fondatore del Partito Nazional Socialista dell’ Ucraina, formazione di estrema destra ultranazionalista e neo-Nazista nata nel 1991 che, malgrado il nome cambiato in Svoboda siede tranquillamente in Parlamento nel nome di Bandera; Oleh Tyahnybok, il leader di Svoboda, che tra le altre cose era stato fotografato ormai un anno fa col futuro premier Yatseniuk insieme al senatore US John McCain e a Victoria Nuland, quella che per inciso in una telefonata intercettata mandò apertamente a farsi fottere l’Europa; Dmytro Yarosh, vice Segretario per la Sicurezza Nazionale nonchè leader del gruppo paramilitare neofascista Pravy Sektor. Solo per fare un esempio Yarosh sovraintende le forze armate con Parubiy e gestistono i cosiddetti “battaglioni punitivi” neonazisti come gli UNA-UNSO, oppure il Battaglione Azov e molti altri che utilizzano apertamente svastiche e croci celtiche impunemente. 

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Ma non è finita il governo della “democratica” e “libera” Ucraina vede altri neofascisti in ruoli chiave come Oleksandr Sych, vice Primo Ministro, anch’egli del partito Svoboda, Ihor Shvaika, ministro dell’Agricoltura, e Andriy Mokhnyk, ministro dell’Ecologia, anch’essi di Svoboda.  Molti hanno obiettato che Svoboda ormai si chiama “libertà” e ha pieno diritto a sedersi in Parlamento, peccato che nessuno dei suoi membri abbia mai preso le distanze da Bandera che anzi, è considerato assolutamente l’eroe nazionale. Per non parlare delle milizie di neonazisti assoldate da alcuni personaggi di spicco che hanno legato se stessi alla giunta di Kiev. Stiamo parlando delle squadre di volontari e mercenari che seminano terrore e sangue nella guerra civile nell’Est, andando a fare il lavoro sporco per conto dell’esercito di Kiev contro i separatisti. Secondo Afp sarebbero tra i 34 e i 50 questi gruppi paramilitari neonazisti e conterebbero più di 7000 uomini, molti dei quali arrivati dal resto d’Europa come una sorta di “Internazionale Nera”. Tra i più famigerati il “Battaglione Shaktar”, dipinto da Human Right Watch e Amnesty International come un gruppo criminale che ha applicato il sequestro e la tortura sistematicamente arrivando anche a violentare giovani volontari (Fonte Global Reasearch). Il capo del suddetto battaglione è tale Oleg Lyashko, capo del Radical Party che si era persino candidato alla presidenza, ma ovviamente nessuno in Europa e Stati Uniti ha pensato di prendere le distanze da lui. Impossibile non nominare anche Semen Semenchenko, nuovo senatore di Kiev, anche lui con il suo battaglione, il “Donbass” e responsabile di diversi orrori nell’Est, e Yuru Bereza, anch’egli neosenatore, capo del battaglione “Dniepr1″ finanziato dall’oligarca Ihor Kolomoysky uno degli uomini più ricchi del paese nominato governatore di Dniepropetrovsk. Sarebbe lui ad aver pianificato il pogrom terrificante di Odessa dove vennero mutilati, uccisi e bruciati ben 37 civili, di cui ben 19 ebrei. Sotto il suo ombrello protettivo hanno trovato riparo centinaia di mercenari neonazisti, un pò come nel succitato battaglione Azov, che utilizza il simbolo occulto del Sole Nero delle Ss (foto sopra). Ma anche questo non basta a ottenere una dichiarazione di presa di distanza da parte della Casa Bianca, con il Washington Post che ha persino minimizzato parlando di romanticherie giovanili. Insomma Europa e Stati Uniti foraggiano questi gruppi e fingono di non vedere che costoro, apertamente, propagandano una igiene razziale che ricorda da vicino il nazismo, scagliandosi contro la società ucraina che sarebbe troppo piena di “Stranieri”.

Ma il processo di riabilitazione del nazismo è solo cominciato, anzi molti di questi personaggi vengono persino premiati, basti pensare che il  vicecomandante del battaglione “Azov” Vadim Troyan, è stato nominato Capo della Polizia della Regione di Oblast dal ministro dell’Interno Arsen Avakov (che la Russia chiede venga ricercato dall’Interpol per metodi di guerra proibiti, assassini e altri reati). Infine segnaliamo anche la “nazificazione” in atto nel sistema dell’Istruzione, con membri dei vari battaglioni immortalati mentre fanno propaganda con simboli nazisti direttamente nelle scuole. 

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Eppure nessuno solleva il problema del neonazismo, nessuno vuole prendere le distanze da Kiev, nessuno se non la Russia, la stessa Russia che invece i nostri governanti additano come “Stato canaglia”. Il governo americano anzi finanzia apertamente questi gruppi. Citiamo ancora Global Research, in questo caso ripreso anche da “La Stampa”: “Se solo il pubblico sapesse che il governo US aiuta mostri del genere”. E invece l’Ucraina chiede ancora aiuti a Washington e la Casa Bianca risponde presente con un provvedimento per bloccare gli aiuti americani ai neonazisti presentato da un deputato democratico che è stato bloccato, guardacaso, dalla lobby israeliana. Un filo nero che unisce il culto di Bandera e del neonazismo con la destra americana dei Neocon, quelli del Pnac (Project of The New American Century), al punto che molti arrivano a sostenere che Svoboda sarebbe solo lo sbocco elettorale di una serie di organizzazioni ultranazionaliste legate alla Nato e che vengono utilizzate in chiave geopolitica. Questa la tesi dell’analista geopolitico F. William Engdahl su Global Research. Maria Grazia Bruzzone su “La Stampa” ha dedicato un’ottima inchiesta all’argomento parlando proprio di questo: “ Dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991 i membri dell’organizzazione para-militare UNA-UNSO sono stati dietro ogni rivolta contro l’influenza Russa Il filo che connette le violente campagne è sempre anti-Russia. L’organizzazione, secondo le fonti di veterani dell’ intelligence americana, è parte di una  GLADIO segreta  della NATO,  e non è un gruppo nazionalista come quello che viene descritto dai media occidentali“. Insomma il neonazismo risorge sotto i nostri occhi, e i nostri governi non solo si girano dall’altra parte, ma lo aiutano a risorgere.

Gracchus Babeuf

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